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Mertens: "Col Porto si vince. Reina deve restare. I tifosi azzurri pazzi come me!"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Mertens: Col Porto si vince. Reina deve restare. I tifosi azzurri pazzi come me!

Il talentuoso giocatore azzurro Dries Mertens è stato l'ospite esclusivo della trasmissione In Casa Napoli in onda su Piuenne Tv.


Il talentuoso giocatore azzurro Dries Mertens è stato l'ospite esclusivo della trasmissione In Casa Napoli in onda su Piuenne Tv. "Cosa mi ha convinto a venire a Napoli? La telefonata della società e di Benitez. E' stata una scelta che ho fatto con la mia testa. Mi ha convinto il progetto che, per me che sono giovane, è ottimo. E' importante in tal senso aver firmato per cinque anni. Con il Torino? Abbiamo avuto un po' di fortuna ieri ma in altre occasione come con l'Udinese non siamo stati altrettanto fortunati. Ieri è andata meglio! Non pensavamo al Porto. Il Torino ha giocato bene. Mister Benitez ce l'aveva detto. Il campo era difficile. Loro erano ben messi in campo col 5-3-2. Poi se fai uno a zero subito la partita si fa più facile. Porto? Dobbiamo giocare come con il Marsiglia, l'Arsenal, il Dortmund, pensando solo a vincere. Se dobbiamo vincere, vinciamo. Reina? Pepe è molto importante in campo ma anche fuori perchè ha molta esperienza, parla molte lingue e ci incita tutti. Cosa stiamo facendolo per convincerlo a restare? Gli chiediamo, perfavore, di restare (sorride). Pepe ha fatto un anno formidabile perchè non fermarsi di più. Se mi aspettavo un pubblico così? No, è un pubblico, come si dice... pazzo. Ma mi piace molto perchè anche io sono così. Quando segnai al Napoli con la maglia del Psv non avrei mai pensato di indossare la maglia azzurra. Il Napoli che affrontai io tempo fa era fatto con un 3-5-2. Prima era dipendente da Cavani, adesso c'è Higuain e siamo più forti. Ricordo che scambiai la maglia con Inler in quel famoso Psv-Napoli. Ruolo preferito? Posso giocare sia a destra che a sinistra, ma anche al centro. Numero di maglia? Mi ha sempre portato fortuna il 14. Scudetto? Ho firmato per cinque anni, c'è tempo di vincerlo. Speriamo. Parole di Maradona? E' bello sentir parlare bene Maradona di me. Fa strano anche sapere che lui mi conosce. Insigne è il mio insegnante napoletano? Si, assolutamente. Ma meglio non dire quali parole mi ha insegnato (ride n.d.r). Ora la testa è al Porto. Gara con la Juve? Appena sono arrivato la prima cosa che mi hanno chiesto i tifosi è stata quella di battere la Juve e di segnare un gol ai bianconeri. Sarà una gara speciale, la giocheremo davanti al nostro pubblico e non oso immaginare la carica che il San Paolo ci darà quella sera".


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