Mazzola da brividi: "Quando andrò in Paradiso farò una domanda a mio padre"

L'ex campione di calcio, Sandro Mazzola, ha ricordato anche la sua infanzia: "Il pallone costava 500 lire, che nessuno di noi aveva".
Sandro Mazzola ha rilasciato una bellissima intervista a Libero. Vi proponiamo un estratto della stessa: "Mio padre si era separato dalla mamma e io abitavo con lui a Torino. La mia prima partita nella giovanile dell’Inter fu un disastro. Dal campo si vedeva la basilica dove era precipitato l’aereo. Non riuscii a togliere lo sguardo da lì. Non presi mai palla. Ma Meazza, l’allenatore, non mi sostituì. A fine incontro, mi mise un braccio intorno al collo dicendomi: “Preocupes no, go capit töt”, non ti preoccupare, ho capito tutto".
Mazzola spera di incontrare di nuovo il padre dopo la morte, nell’aldilà: "Ci andrò quando gli angeli mi porteranno sopra una nuvola, in Paradiso. Lì ci sarà una chiesa da cui uscirà mio padre. Mi verrà incontro e ci riabbracceremo. E gli domanderò solo una cosa: 'Ma giocavo bene o no a pallone?'".
Mazzola ha poi ricordato la sua infanzia: "Giocavamo a calcio tutto il giorno. Quando il pallone finiva contro le vetrine, i commercianti ce lo bucavano; oppure lo faceva il parroco, se non andavamo a messa. Il pallone costava 500 lire, che ovviamente non aveva nessuno. Così per ricomprarlo andavamo a rubare le sigarette dei contrabbandieri dai tombini e le rivendevamo".








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