Mauro: "A Napoli non fu semplice, Ferlaino impazzì: decise che c'era un giocatore..."
L'ex calciatore di Napoli e Juventus, Massimo Mauro, ha parlato anche del suo passato con la maglia degli azzurri.

Massimo Mauro, ex calciatore tra le altre di Napoli e Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della Gazzetta dello Sport soffermandosi anche sul suo passato: "A 20 anni andai a Udine. Non potevo arrivare in città migliore. Non ho aggettivi per definirla, perché dal punto di vista umano non potevo chiedere di più".
"Ho sofferto tanto i primi mesi, avevo problemi alla schiena che mi portavo appresso, ma ho incontrato gente meravigliosa. E in una squadra fantastica: non si fosse fatto male Virdis, chissà cosa saremmo stati. Napoli è stata la mia ultima tappa, esaltante e malinconica? E però vincemmo lo scudetto, il secondo. Sono momenti che restano per sempre. Non fu semplice, confesso, perché avere Diego al fianco era esaltante in campo, mentre diventava tutto più difficile fuori. Però rimane un periodo irripetibile, nonostante poi la mia conclusione sia stata amara. Ferlaino impazzì, aveva deciso che c’era 'un giocatore che non avrebbe dovuto più giocare' e quel calciatore ero io. Ma Ranieri si schierò: 'finché sono io qua, decido io'. Mi mandò in campo col Milan e alla sera fu cacciato. Per fortuna arrivò Bianchi, leale e sincero, altrimenti sarebbe stata durissima".
Napoli-Udinese è la sua gara. "È la loro partita, io sono il passato che collega due mondi, diciamo così. Ma i protagonisti sono loro, due club che fanno ormai da sempre cose straordinarie, ognuno per quel che può e che deve. Il Napoli di Conte è già da 10, se poi trionfa ci aggiungiamo la lode; ma anche a Udine esiste un calcio che va studiato, da sempre ormai".
È uno scudetto che si assegnerà quando? "Dipendesse da me, andrei allo spareggio, pensi che bello una Napoli-Inter in cui ci si gioca il titolo! Lotteranno sino all’ultimo, più o meno, si porteranno appresso la propria storia e la propria autorevolezza di oggi".
Il Napoli senza Kvara, però. "Che in me ha sempre suscitato qualche dubbio. È istinto e impeto, non un leader. Giocatore importante, ci mancherebbe, ma non insostituibile e infatti Neres sta facendo vedere che senza Kvara si può. Conte poi sa dove mettere le mani, la garanzia è lui, che sa come guidare i Lukaku, i McTominay, i Lobotka. Rivedo in questo Napoli lo stesso spessore di quello di Spalletti: ogni risultato è strameritato".








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