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"Maurizio mi chiama gobbo di m..., a scuola era un secchione". Parla un amico di Sarri


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maurizio mi chiama gobbo di m..., a scuola era un secchione. Parla un amico di Sarri

La lontananza non ha deteriorato i rapporti tra l'attuale allenatore del Napoli e gli amici di sempre, a Natala una pizza con gli ex compagni di squadra.


I colleghi di Tuttonapoli.net, hanno fatto visita al "Circolo A.R.C.I", a Matassino, piccolissima frazione a poche centinaia di metri da Figline Valdarno, che è il luogo che Maurizio Sarri frequentava spesso per incontrare amici, fare scorta di sigarette, scambiare quattro chiacchiere e distrarsi dal lavoro in banca. "Ogni mattina entrava qui – racconta il signor Egisto, nome storico della zona -. Si poggiava al bancone col giornale sotto braccio, ordinava un caffè doppio senza zucchero, scambiava quattro chiacchiere con noi, quindi andava via con una bella stecca di sigarette". La lontananza non ha deteriorato i rapporti tra l'attuale allenatore del Napoli e gli amici di sempre: "Quando è salito per la sosta natalizia ha radunato i suoi compagni coi quali giocava in seconda categoria e, insieme, sono andati a mangiare una pizza". All'ingresso del Circolo, sulla destra, un angolo è interamente dedicato a lui: foto, poster e i gagliardetti di tutte le squadre che ha allenato. Dietro al bancone, però, ce n'è uno che stona: è quello della Juventus, squadra del cuore di Enzo, proprietario del bar e amico d'infanzia di Sarri: "Mi chiama gobbo di m****", ironizza. "A Natale mi ha nascosto il gagliardetto mentre io servivo dei clienti, poi però ha negato tutto ma già sapevo fosse stato lui. Quando l'ho rivisto gli ho detto che non ho sofferto per la sconfitta di Napoli perchè ero stato sconfitto da lui, ma lui mi ha risposto: 'Rimani ugualmente un gobbo di m****". Prima di sedere in panchina, però, il suo posto era al centro della difesa: "Giocavamo insieme nella Figlinese – racconta Enzo -. Era bravo anche da calciatore, ma soffriva spesso per dei problemi alla spalla. Era un difensore centrale, forte fisicamente, intelligente come lo è da allenatore. Per tutti noi era il secco perchè alto e magro, e poi negro perchè era scuro di pelle. Lui non si arrabbiava, lo chiamiamo tutt'ora così". Tra di loro il rapporto non è mai cambiato: "Maurizio è una persona per bene. Gli ho regalato una bottiglia di champagne da un litro e mezzo, ha promesso di aprirla a Torino, davanti alle telecamere, facendo il mio nome. Per lui gli amici sono sempre amici, ma anche la gente comune: è disponibile con tutti, firma autografi, scatta foto. Non è cambiato di una virgola". Umile, lavoratore e...secchione: "Mia cugina andava a scuola con lui. Mi diceva fosse un secchione, il primo della classe: faceva le scarpe a tutti". /p>


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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