Matuidi: "Razzismo, perchè la Lega non sente i cori? Goal di Herrera, mi sento responsabile"

Il centrocampista della Juventus, Blaise Matuidi, ha parlato al Corriere dello Sport toccando diversi argomenti: dalla Champions al razzismo.
Blaise Matuidi, centrocampista della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport. Queste le sue parole: "Da partente a titolarissimo? Per me non è cambiato niente: io lavoro tutti i giorni con la squadra e sto bene con i miei compagni e con la società. Per me la cosa più importante è il campo. Io sono stato felice di essere rimasto, del mio addio hanno parlato solo i giornali. Gioco in una grande squadra come la Juve, i dirigenti non mi hanno mai detto che sarei andato via. Mi assicuravano che sarei rimasto, e così è stato. Sono mareggiato per il pareggio con l'Atletico erché abbiamo disputato una bella partita, muovendo bene la palla, facendo movimenti giusti e creando tante occasioni. Abbiamo un piccolo problema sui calci piazzati, ci dobbiamo lavorare perché sono importanti. Serve più cattiveria e una maggiore attenzione alle posizioni da tenere. Rispetto al passato avviamo cambiato molto: miglioreremo, ci vogliono tempo e lavoro".
SUL GOAL DEL PAREGGIO DI HERRERA - "Credo di essere responsabile per il pareggio di Herrera? Si, ero vicino e avrei dovuto fare qualcosa di meglio".
SODDISFAZIONE PER PRESTAZIONE O RAMMARICO PER LA RIMONTA? - "Tutte e due, ma dobbiamo essere positivi e pensare alle cose fatte bene, che sono state tante. Abbiamo gestito la palla con rapidità, fatto buoni movimenti e abbiamo avuto molte occasioni per segnare. Ripartiamo da questo e da un risultato che, in casa dell'Atletico, va comunque considerato positivo. Sono contento per il gol e per la mia prestazione, ma la soddisfazione è stata mitigata dal loro pareggio al 90' ".
SUL RAZZISMO - "Se mi sono mai chiesto perché gli ispettori della Lega non sentono mai i Buu razzisti e non li denunciano? Si, me lo sono chiesto. I buu e gli insulti razzisti sono cose che bisogna fermare, non hanno niente a che vedere con il calcio. Adesso c'è la tecnologia e si possono colpire le persone che hanno comportamenti razzisti e vietargli di andare allo stadio, perché non c'entrano niente con questo sport e penalizzano gli altri tifosi che vengono per sostenere il loro club e godersi lo spettacolo".







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