Massimo Ranieri lasciò Napoli a 17 anni: "Strappato dalla famiglia, parlavo col muro"
Massimo Ranieri si è raccontato ai microfoni di Verissimo e ha svelato le difficoltà degli inizi, quando ha dovuto lasciare la sua città.

Ai microfoni di Verissimo, Massimo Ranieri, artista partenopeo tra i più apprezzati di sempre, ha raccontato il suo "dramma": “L’errore, in primis, è che ho lasciato la mia famiglia a 17 anni. Ero un ragazzino. Sono stato strappato dai miei fratelli e sorelle e dai miei genitori: questo è un prezzo alto. Mi sono ritrovato solo a Roma a 17 anni. Mi chiedevo chi sono? Parliamo di 55 anni fa quando venni nella Capitale. Mi è mancato l’amore di mia mamma. C’è una canzone che si chiama ‘Soli si muore’ -. Soli non si sta bene, parliamoci chiaro. Inevitabilmente ti manca un’anima accanto, una persona che ti dà un consiglio, che ti dà una carezza, che ti accoglie quando rientri a casa. Io mi sono ritrovato per anni a parlare con il muro. Me le facevo da solo le domande. Queste sono le cose che si pagano".
Quindi ha aggiunto: "Poi non avere una mia famiglia, ma quella è stata una scelta. Mi sono sempre detto: ‘Non fare sciocchezze perché la famiglia è una cosa importante, quando avrai voglia di farlo sii onesto come lo sei stato nella tua carriera e vita artistica’”. “Quando mi chiedo se voglio fare questo passo, mi guardo allo specchio e mi dico: ‘Sei certo? Devi esserne sicuro, non è roba con cui si scherza, si parla di cuori, mente, anima, non di una canzone’. Prima di fare un passo del genere ho sempre aspettato. Si dice mai dire mai, sicuramente lo spero, me lo auguro, lo desidero, anche perché non sono più un ragazzino, Silvia, ho 72 anni. E certe decisioni vanno prese con serietà e discernimento”.








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