Marotta ammette: "Addio Inzaghi non previsto. Ci siamo fatti trovare un po' impreparati"

Nel corso del Festival della Serie A il presidente dell'Inter ha commentato lo scossone in panchina dei nerazzurri.
Intervenuto sul palco del Festival della Serie A di Parma, Giuseppe Marotta ha risposto alle domande dei cronisti sul futuro dell'Inter in panchina: "Se possiamo dire che sarà Chivu il nuovo allenatore? Abbastanza. Scetticismo? Il calcio è un mondo particolare: se vinci sei bravo, se perdi lo sei molto meno. E' rimasto l'amaro in bocca a interisti e tifosi che erano dalla nostra parte quello che è successo settimana scorsa. Essere arrivati secondi nella competizione più importante al mondo non è di certo un fallimento, è qualcosa di straordinario. E farlo la seconda volta in tre anni è un'impresa ancora più straordinaria".
"La lettura va fatta così, non esaminando solo quello che è successo in 95 minuti: è vero, c’è amarezza, ma fa parte del gioco ma la nostra stagione, che non è ancora conclusa perché lunedì ci sarà un ulteriore raduno per prepararci ad un evento unico nella storia dove Inter e Juventus rappresentano il calcio italiano. Però, siccome il calcio è un mondo in cui tutto si brucia e l’imprevedibilità la fa da padrona, martedì abbiamo assistito a una dichiarazione ufficiale del nostro allenatore, che tanto ha fatto per l'Inter in questi anni è stato il principale artefice della stagione: in modo molto concreto ha detto di vedere il proprio ciclo all'Inter finito e di voler provare un'esperienza alternativa" ha continuato il presidente dell'Inter.
Conclusione di Marotta: "Alcuni dicono che potevamo immaginarcelo, ma non era così: la vicinanza della finale ci ha portato a non andare a toccare quest'argomento, ma lo stesso Inzaghi questa decisione sicuramente l’ha presa il lunedì successivo alla finale di Champions. Quindi ci siamo trovati davanti ad un problema. Leggendo i giornali ho letto di confusione e scetticismo, come se fossimo confusi: abbiamo incassato questa decisione ci ha trovato parzialmente impreparati e ci siamo mossi. I giornali hanno dato i nomi più svariati, tutti profili completamente diversi: io credo che la prima cosa che quando si cambia un allenatore è identificare un profilo, conseguenza di linee guida e strategie delineate da proprietà e management".






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