Marolda: "Il gol di mister 35 milioni salva Spalletti da critiche giuste, Napoli in confusione"

L'analisi del noto giornalista sull'operato di Spalletti: "Nel cambio di Kvara più disperazione che ragionamento, forse. Più improvvisazione che studio del momento".
Ciccio Marolda, giornalista napoletani, sulle pagine di Calciomercato.com, ha analizzato la vittoria del Napoli contro lo Spezia ad una manciata di secondi dal triplice fischio. Queste le sue parole: "La risolve Giacomino. Sul filo dei tre fischi e della delusione più cocente, lui, Jack-35 milioni-Raspadori trova il tiro giusto e vincente (1-0) che salva il Napoli e Spalletti. Non bello, anzi, tutt’altro, ma capace di vincere ancora, dunque, il Napoli che dà seguito, così, il suo buon momento. E allora, in attesa dell’Atalanta, Napoli di nuovo primo in classifica e al riparo dalle inevitabili e giuste critiche per una grigia prestazione dopo il celebratissimo trionfo in Champions contro il Liverpool".
"Spalletti, infatti, c’era ricascato. D’accordo, giusto che con tante partite una di fila all’altra ci sia circolazione di uomini sul green – come chiamava il campo Ottavio Bianchi – ma con la possibilità di cinque cambi chissà se era proprio il caso di pensare a cinque novità (soprattutto a centrocampo) rispetto all’ultima, straordinaria partita contro Klopp e soci e altrettanti pure rispetto all’ultimo successo in campionato con la sarriana Lazio. Napoli allergico ai turn over pesanti, forse? L’ipotesi sta in piedi, visto pure quant’accadde contro il Lecce. Sì, perché il Napoli quando si discosta troppo da quella che ormai sembra essere la formazione titolare non si ritrova più. L’impressione è che quando accade questo, il Napoli non giochi più di squadra, ma s’affidi troppo alle iniziative personali, alle giocate d’istinto e scarsamente ragionate.
"Ma il Napoli ambizioso non può accontentarsi delle iniziative di Kvara e nulla più. Cosa che neppure Spalletti può nascondere a se stesso. Lì in mezzo, a centrocampo, ci vuole più ordine e una più rapida circolazione del pallone. E allora, ecco che in coda a un primo tempo arido di gioco e personalità e in testa ad un secondo in cui il Napoli deve cambiar registro e soprattutto ritmo per mettere sotto quello Spezia che al San Diego rievoca pensieri amari assai, ecco, si diceva, il primo e più inevitabile dei cambi: fuori il signor Ndombélé e dentro il geometra Lobotka. E dieci minuti dopo un’altra raddrizzata alla formazione: fuori anche Politano e Anguissa e in campo Lozano e Zielinski. E così, tenuto conto che Osimhen non c’è perché acciaccato, il Napoli si riavvicina alla sua squadra-tipo. Soprattutto due le novità rispetto al molle e noioso primo tempo: un ritmo più alto e una catena di sinistra più agguerrita con Zielinski compare del georgiano".
"(...) Due volte al tiro il Napoli (Anguissa 46’ e Zielinski 60’) e due volte bravo Dragowski, con lo Spezia che subisce ma resiste. Che soffre, ma non rinuncia, appena può, alla ripartenza rapida e feroce. Cosa che, in verità, gli riesce poche volte. Ma quando gli riesce (72’) il Napoli trema: errore di Mario Rui, infatti, Kwior salta Meret, ma Rrahmani salva tutti a niente dalla fatal riga. Un poco più brillante lo Spezia, ma c’è pure da dire che in un moto di masochismo (alla fine premiato, però) Spalletti tira via dal campo il più pericoloso dei suoi, Kvara, per provare il deludente Raspadori in coppia con lo scalpitante Simeone. Più disperazione che ragionamento, forse. Più improvvisazione che studio del momento, probabilmente. E, infatti, il Napoli ci ricava poco. Anzi, non riesce neppure ad essere insidioso e ampio sul lato mancino com’era stato sino a quando aveva potuto contare sul georgiano. Stanchezza, forse (di qui l’ultimo cambio Gaetano, bravo, per Elmas). Ma anche tanta confusione".








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