Marino svela tutto: "Maradona costò 16 miliardi, non 13. Boniperti non lo volle. Quella lite..."

L'ex direttore generale di Napoli, Atalanta e Udinese, Pierpaolo Marino, ha raccontato un interessante retroscena sul club partenopeo.
Pierpaolo Marino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Un Calcio alla Radio, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Radio CRC. Queste le sue considerazioni: "Diego Armando Maradona è costato 13 miliardi al Napoli? No, 16. Ci furono le interrogazioni parlamentari. Come è nata la trattativa? Io avevo organizzato una partita amichevole tra Avellino e Barcellona per festeggiare la salvezza. Era obbligatoria la presenza di Maradona in campo, avevo dato 100 mila dollari, avevo già gli sponsor pronti. La clausola prevedeva che il contratto decadesse senza la presenza di Maradona allo stadio. Una settimana prima della partita, l'intermediario che aveva organizzato la gara con me, un mio caro amico, mi disse che Maradona aveva rotto col Barcellona; se l'avessi messo in contatto con una squadra italiana, lui l'avrebbe portato in Serie A".
Marino ha poi aggiunto: "Diego litigò con l'amministratore del Barcellona, il più vendicativo del club ed anche il dirigente che più contava. Era vicepresidente e proprietario di tanti alberghi in Spagna. Per una lite con lui, Diego non voleva venire ad Avellino. Ci fu una rottura. Io chiamai Boniperti, al quale ero molto legato. Mi disse che Maradona era stato seguito in Argentina ma i suoi lati caratteriali non erano da Juventus. A quel punto pensai che se il Napoli l'avesse preso avrebbe rivoluzionato tutto. Ferlaino, però, in quei giorni aveva parlato di un mercato a rientro. Fui comunque convinto a chiamare Napoli, perché Diego avrebbe accettato volentieri il trasferimento. Telefonai subito a Juliano, per non scavalcare nessuno. Gli chiesi come stesse messo con gli stranieri, ma mi rispose: 'Sono inca**atissimo, avevo preso Socrates e mi hanno fregato!'. Gli parlai di Maradona e lui disse: 'Ma vai, figurati se lo danno a noi...'. Io insistetti e gli dissi che avrebbe riempito lo stadio, che era tutto vero. Lo disse a Ferlaino e vollero saperne di più. Lì è iniziato tutto".







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