Marino: "Serie A, sono preoccupato per il 2021 e per la salute: altro che maggio! Italia in ginocchio"

Pierpaolo Marino ha analizzato il momento di difficoltà che vive il paese ed il calcio italiano durante l'epidemia di COVID-19.
Pierpaolo Marino, direttore dell'Udinese, è intervenuto ai microfoni de Il Mattino per parlare dell'emergenza Coronavirus e del campionato di Serie A. Questo il suo pensiero in merito: "La Cina è stata travolta da questa sciagura due mesi prima di noi e ancora non ne è uscita, nonostante misure restrittive persino più severe. Come si può pensare che a maggio si possano rivedere i calciatori in campo? Io sono un manager e lavoro sugli scenari. Io sono preoccupato per il prossimo campionato, io a questo neppure ci penso più. Io non credo che ci sia chi possa gioire e orgoglioso di mettere in bacheca un titolo in una stagione così disgraziata, dove non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, dove a dominare sono le notizie atroci di un Paese in ginocchio".
Marino ha aggiunto: "Se c'è chi ne ha voglia, lo faccia pure. Io temo per l'economia di tutto il mondo, credo che siamo davanti a una situazione che non si può prevedere. E se crollano le banche? Il sistema calcio è sano e in una maniera o in un'altra ne uscirà lentamente fuori. Ma mi preoccupano altri fallimenti: quelli delle tante aziende che devono chiudere e che non si sa come apriranno. Non vedo spiragli per ripartire. Io sono preoccupato per la mia salute non per il campionato. Atalanta-Valencia può essere stata una bomba ecologica per la diffusione a Bergamo del coronavirus. Non si doveva giocare. Bergamo sta pagando un prezzo altissimo. Mi angoscia, mi addolora la sofferenza di quella città".







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