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Marino: "Ancelotti non ritira la squadra. Andai a Bergamo, chiamò D'Alessio. Partì sfottò su Napoli"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Marino: Ancelotti non ritira la squadra. Andai a Bergamo, chiamò D'Alessio. Partì sfottò su Napoli

L'ex direttore generale di Napoli, Atalanta ed Udinese ha raccontato alcuni retroscena relativi alla sua esperienza nel sodalizio bergamasco.


Pierpaolo Marino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Un Calcio alla Radio, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Radio CRC. Queste le sue considerazioni: "Carlo Ancelotti ritira la squadra dal campo se partono i cori anti-Napoli a Bergamo? Non credo. Il mio rapporto con la piazza nerazzurra? Con me c'è sempre stato un rapporto d'amore, e lo conservo ancora. Il primo a telefonarmi, quando andai all'Atalanta, fu Gigi D'Alessio. Mi riportò sulla terra quando mi disse: 'Amico mio, sei bravissimo. Hai gli attributi, vai a dirigere la squadra di una città dove io non sono riuscito a fare un solo concerto perché sono di Napol!'. Allora pensai: 'Ma vuoi vedere che ho fatto una cavolata?' (ride, ndr)".


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Marino ha poi raccontato: "Dopo il mio arrivo, ci fu la festa della Dea e io fui accolto bene. C'erano 15 mila persone, e non eravamo nemmeno dentro lo stadio. Mi accolsero con un applauso, poi partì il coro: 'Noi non siamo napoletani'. Fu quasi uno sfottò. Ogni anno, a quella festa, per cinque anni, si è ripetuto questo sfottò. Ero un beniamino della gente. Era uno sfottò familiare, detto con simpatia. 'Lavali col fuoco', invece, è un coro razziale, non semplice sfottò".


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