"Maradona vuole vederti, vieni a cena da noi?". 24 agosto 2016, Diego Jr racconta il primo incontro col padre

Il racconto di Diego Armando Maradona Junior sul rapporto con suo padre: "La prima volta che ci siamo abbracciati avevo più di trent'anni".
Diego Armando Jr., classe 1986, riconosciuto da Maradona solo nel 2007 dopo i risultati del test del Dna, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al quotidiano Il Mattino raccontando, tra le altre cose, il loro primo incontro a Buenos Aires e le lunghe chiacchierate al telefono. "Il mio nome era abbinato a quello di un fuoriclasse il migliore di tutti i tempi. Pensate quanto il paragone con papà abbia pesato come un macigno sulla mia carriera di calciatore. Forse avrei fatto meglio a giocare in un ruolo diverso dal suo, non lo so... In ogni caso va bene così: non rimpiango niente e guardo avanti".
Diego Jr ha poi aggiunto: "La prima volta che ci siamo abbracciati avevo più di trent'anni. E' successo a Buenos Aires. Anzi, a Santa Maria del Tigre, a pochi chilometri da lì. Partecipavo alla versione sudamericana di Ballando con le stelle. Mi fecero una offerta molto vantaggiosa dal punto di vista economico che decisi di accettare. E bene feci perché in quella occasione finalmente incontrai mio padre. Fu mio padre a cercarmi e manco me lo aspettavo. Era il 24 agosto del 2016, avevo appena finito di registrare Ballando quando mi arrivò la telefonata di Rocio Oliva a quel tempo fidanzata di mio padre. Mi disse: Maradona vuole vederti, perché stasera non vieni a cena da noi? Ti aspettiamo. Che emozione, non riuscivo a crederci. Alle 20 in punto, con mia moglie, eravamo a casa sua. Ricordo che c'era anche Jana, l'altra figlia, con il fidanzato. Ne ho sempre parlato molto poco di quella cena: è stato un momento di emozione e intimità che non condivido volentieri. Posso dirvi però che poche ore sono state sufficienti per farci dimenticare gli anni perduti e vivere un rapporto padre-figlio come se non ci fossimo mai persi di vista. La voglia di stare insieme era infinita. Videochiamate lunghissime. Papà si faceva sentire spesso, voleva sapere tutto di noi, ripeteva sempre che moriva dal desiderio di vederci. Quando poi sono nati i bambini è impazzito. Da nonno era morevole, paziente e affettuoso. Gli avrò mandato decine di video".








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