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Maradona vuole tornare in Italia: "Non sono un evasore, li odio!"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maradona vuole tornare in Italia: Non sono un evasore, li odio!

Zoom sulle dichiarazioni di Maradona alla Gazzetta dello Sport circa la delicata questione fiscale e la sua volontà di tornare in Italia, a Napoli, per tifare per gli azzurri.


Ecco uno zoom sulle dichiarazioni di Diego Armando Maradona alla Gazzetta dello Sport circa la delicata questione fiscale e la sua volontà di tornare in Italia, a Napoli, per tifare per gli azzurri. Seguono i tre passaggi dell'intervista in merito a questo argomento, evidenziati dalla Redazione di AreaNapoli.it.

Per poterlo rivedere dal vivo lei deve risolvere il suo contenzioso con l'Agenzia delle entrate. L'altro giorno il direttore, Attilio Befera, ha dichiarato di non avere notizie di una sua volontà di accordo, ma di essere disponibile nel caso a verificarla. Suona come un'apertura. Quando manderà il suo avvocato a trattare?


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"Ci voglio andare io da Befera. L'avvocato Pisani ha preparato le carte, ma presto sarò io a chiedere un appuntamento al direttore, perchè è ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita. Che mi ha sottratto non tanto occasioni di lavoro, quelle vanno e vengono ed è inutile tornarci su, ma diciotto anni di amore dei napoletani".

La materia è delicata, ed è bene lasciare i sentimenti fra parentesi. Al momento lei deve al Fisco italiano 38 milioni, compresi gli interessi di mora che nel tempo hanno gonfiato a dismisura il debito iniziale. Qual è la sua difesa?

"Io non sono un evasore fiscale. Io odio gli evasori fiscali, e dunque trovo questa situazione doppiamente amara. Ho in mano una sentenza del '94 nella quale si dice che non devo nulla, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perchè.Maentriamo pure nel merito. Con Ferlaino e Gallo, il dirigente che si occupava della parte finanziaria e che adesso non c'è più, ho sempre firmato contratti che recavano la dicitura "libero da imposte". Il compenso era inteso al netto, se gli accordi fossero stati al lordo la cifra avrebbe dovuto essere superiore. Io non so chi ha combinato questo casino, ma a Befera chiederò perchè sono l'unico perseguito. Ferlaino, che firmava i contratti con me, vive tranquillo a Napoli; il mio ex agente Coppola, che li preparava, entra ed esce dall'Italia senza problemi; io, invece, ogni volta che ci metto piede vengo sottoposto all'umiliazione del sequestro di orologi e orecchini".

Quando pensa di chiedere l'appuntamento?

"Non lo so, non è che sono a Dubai in vacanza, ci lavoro. Sarà comunque presto perchè come le ho detto voglio chiudere la questione e tornare a Napoli, come si dice, attraverso la porta grande. Non voglio fare nè il direttore sportivo nè l'allenatore, voglio semplicemente entrare al San Paolo libero di tifare come tutti i napoletani. E poi vorrei tanto bermi un caffè in piazza Plebiscito con Giordano, con Carnevale, con Renica, con tutti i miei vecchi compagni. Le piccole grandi gioie della vita".


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