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Maradona, la dieta da Chenot e Moggi. Lucariello: "Fu tutta una messa in scena"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maradona, la dieta da Chenot e Moggi. Lucariello: Fu tutta una messa in scena

Gianfranco Lucariello è una memoria storica del giornalismo sportivo napoletano: "La verità sulla pace tra Maradona e Bianchi a Lodrone".


Gianfranco Lucariello, giornalista partenopeo, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "Sampdoria-Napoli? Sicuramente non si andrà a Genova a fare una passeggiata, ma in campo ci sono anche gli avversari. Bisogna averne rispetto e mentalità, quella che ha mostrato di avere in questo inizio di stagione. Gli azzurri non mollano mai, anche quando vanno sotto. Nel secondo tempo è capace anche di sovvertire il risultato, come visto contro il Leicester. La squadra è andata in carrozza in Inghilterra, al galoppo. Il Napoli e la pace di Lodrone con Maradona? I tre giocatori che andarono via erano Garella, Giordano e Ferrario, li consideravano dei traditori per tutto quello che era successo. Quando Diego era tornato dall'Argentina e ha raggiunto il Napoli in ritiro, attaccò violentemente Bianchi. Arrivò a Milano e andò da Chenot perché doveva dimagrire un po'. A Malpensa disse: "Dove sono i miei tre compagni di squadra, dobbiamo chiedere a Bianchi".


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Lucariello, inoltre, aggiunge: "Il mister rispose: "Mi chiami il signor Bianchi, non Bianchi". Poi nacque una tarantella, Diego lasciò la clinica di Chenot e raggiunse il ritiro. Ci fu il grande lavoro di Moggi, col suo sorriso sornione diceva: "Ci penso io, come? Non ve lo posso dire". Poi ci fu una cerimonia nel giardino dell'albergo a Lodrone dove Maradona e Bianchi si strinsero la mano. Ma fu tutta una messa in scena, ma la pace vera non ci fu. Coppa Uefa? Avevamo una grande squadra, poi erano tutti uniti sempre con lo stesso obiettivo. Andavano in campo e nei venti minuti iniziali avevano risolto tutte le partite. Il Napoli più forte di sempre? Era quello dello scudetto perso nel 1987-1988, una super squadra. Ma quello che successe all'interno evitò un altro titolo, erano tutti contro Ottavio Bianchi. Diego si mise in testa che doveva vincere la Coppa Uefa, era un chiodo fisso. Alcuni passi falsi in campionato confermarono questa idea. Disse testuali parole: "Io voglio vincere la Coppa Uefa". Così fu. C'erano le seconde in classifica dei campionati, come la Champions attuale, tutte super squadre. Diego sognava l'affermazione a livello europeo e ci riuscì. Pronostico sulle prime quattro? Non dispererei sulla Lazio, se ben vi ricordate, anche il Napoli di Sarri ebbe bisogno di tempo per macinare risultati. Se Lotito fa come De Laurentiis, quando disse: "Sarri non si tocca", allora può succedere qualcosa di importante tra i biancocelesti".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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