Maradona-Carmando, l'incredibile murales tra le "stelle". Del Gaudio: "Il calcio non c'entra"

Poche ore fa è stato ultimato un suggestivo murales dedicato a Diego Armando Maradona. Abbiamo intervistato l'autore, Taddeo Del Gaudio.
A Santa Maria la Carità, da qualche ora, può capitare di ritrovare il cielo sul muro senza soluzione di continuità. E non un muro qualunque, ma il mantello di una scuola. Chi guida o passeggia viene improvvisamente proiettato nel firmamento. A guidare il viaggio, tra colori e luci, due icone del calcio: Diego Armando Maradona e Salvatore Carmando, ovvero il più grande calciatore di tutti i tempi – capitano del Napoli negli anni ’80 – ed il massaggiatore a cui El Pibe de Oro baciava la fronte prima di ogni partita. Ai microfoni di Areanapoli.it è intervenuto Taddeo Del Gaudio (25 anni), autore dell’opera. "Dipingo da quando ero bambino, ma è la prima volta che realizzo un lavoro simile per strada. Negli anni ho sviluppato un mio pensiero artistico che va oltre gli aspetti tecnici e di studio. Sono un grande tifoso del Napoli - spiega il giovane artista - adoro il calcio e soprattutto amo Maradona. Ecco perché, nonostante l’età, so bene chi è Carmando: lui rappresenta il duro lavoro, l’umiltà al servizio di un genio per il bene collettivo. E il 10 non si dimentica mai di lui come di nessun altro “ultimo”.
"Diego avrebbe potuto scegliere qualsiasi club ricco che lo avrebbe ricoperto d’oro e gli avrebbe dato la possibilità di vincere tanti trofei, ma lui ha abbracciato una città, un popolo inviso al resto del paese. E lui se n’è accorto subito legandosi ancor di più. Carmando - prosegue Taddeo - incarna la semplicità di Maradona che nonostante il suo talento e la sua sovraesposizione mediatica, si avvicina a coloro che vengono dimenticati e sottovalutati, ma che invece hanno una grande importanza. Diego rifugge gli aspetti materiali e si avvicina all’essenza dell’umanità. In questo lavoro non mi interessa più di tanto il Diego calciatore, ma l’uomo e le sue qualità. Quando arrivò disse che voleva diventare l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli perché loro sono come era lui a Buenos Aires. Sceglie la nostra città per restare fedele alle sue origini argentine, ai suoi valori, alla sua famiglia".
"Perché tante stelle e la luna? Mi rappresentano - ha aggiunto Del Gaudio - è una sorta di firma disegnata: amo dipingere di sera tardi, la notte è il mio luogo sicuro da sempre. L’orecchino scintillante, invece, è una richiesta di tante persone: l’arte è del popolo, ho scelto di seguire questa indicazione ricordando inoltre il valore di quell’orecchino che fu poi acquistato da Fabrizio Miccoli all’asta con l’intento di restituirglielo".
Infine ha concluso: "Ho terminato tutto in sette giorni, ringrazio il sindaco Giosuè D'Amora e il delegato allo Sport Francesco Scarico che mi hanno dato tutte le autorizzazioni necessarie. E sono felice che ho avuto la possibilità di realizzare questo lavoro sul muro di una scuola. Homo faber fortunae suae, ovvero “l'uomo è l'artefice della propria sorte” ed è importante partire da riferimenti e sentimenti autentici. Maradona è stato spesso maltrattato da un “racconto” fuorviante, ed è bene ribadire che l’uomo era anche meglio del calciatore. Ed infatti in questo murales il calcio c’entra poco”.






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