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Manolas: "Gira una bugia su di me e Koulibaly. Gattuso mi chiama. I morti non si possono nascondere"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Manolas: Gira una bugia su di me e Koulibaly. Gattuso mi chiama. I morti non si possono nascondere

Kostas Manolas, difensore greco del Napoli, ha parlato nel corso di una intervista ai microfoni di Kiss Kiss Napoli.


Kostas Manolas, difensore del Napoli, ha rilasciato una intervista ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, nel corso della trasmissione Radio Goal: "C'è grande voglia di tornare al più presto a giocare, seguiamo gli allenamenti ed il programma che ci ha dato il preparatore atletico del mister Gattuso. Io ho anche un preparatore ed un fisioterapista che mi segue, per tenermi sempre in forma, quando non sono in attività. Aggiungo anche altre cose, mi servono per tenermi in forma. Io nel pieno della maturità? Ormai posso dire di essere arrivato quasi a ventinove anni con quattrocentocinquanta partite ufficiali, ma posso sempre migliorare, come tutti, per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati. Ultime nove con la maglia del Napoli? Diciamo che avevamo ripreso il nostro cammino, la squadra stava iniziando a giocare e divertire i tifosi come erano abituati, peccato sia arrivato questo virus che ha bloccato tutto. Il mister sta facendo un grande lavoro, non si ferma mai, siamo sempre in contatto con lui anche a casa, ci dà stimoli per continuare a stare bene. E' un lottatore, come lo era da calciatore. Lo fa con tutti, mi sento spesso con Gattuso, abbiamo un rapporto speciale, siamo caratteri simili. Mi chiama spesso, dice che devo continuare a fare questo lavoro, mi spinge, mi dà forza, mi motiva tantissimo, penso lo faccia anche con altri compagni. Ho un feeling speciale con lui, ma sono il primo ad essere minacciato in allenamento se qualcosa non va. Lo dice per me, per farmi fare sempre meglio, così come tutti i miei compagni. Non lo conoscevo prima, ma posso dire che al Milan ha fatto miracoli".


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Manolas, inoltre, aggiunge: "Io leader di Gattuso? Non mi piace questa parola, i leader devono essere tutti, a prescindere da Insigne che è capitano, o Koulibaly che costa di più o Mertens che segna di più, per me non ci sono differenze. Siamo tutti uguali, non c'è uno sopra l'altro. Siamo tutti leader, così si costruiscono i grandi gruppi. Koulibaly? Lo vedevo anche quando non ero a Napoli, è straordinario, ha fatto cose incredibili con Sarri, con Ancelotti, sono stato sfortunato quest'anno perché ho giocato pochissimo con Kalidou. Si dice che io e lui non abbiamo giocato bene, ma non è vero assolutamente che non ha funzionato la coppia, perché abbiamo giocato poco insieme. Nel calcio si vuole più criticare. La realtà che ho giocato pochissimo con Koulibaly, è arrivato più tardi di me, io e lui formiamo una coppia eccezionale con altri giocatori. Maksimovic è di grande livello, Luperto è un ragazzo che sta facendo grandi cose e in allenamento è l'ultimo a mollare, gli posso fare solo complimenti. Partita di Champions League con il Barcellona? Come abbiamo visto all'andata, penso che possiamo farcela, il risultato ci ha penalizzato: loro al primo tiro hanno fatto goal, mentre noi abbiamo sprecato. Io ci credo, il Barcellona è tra le migliori d'Europa, rispetto per tutti, paura di nessuno! Ancelotti? Ho solo belle parole per lui, non si può criticare un tecnico del suo calibro e per le vittorie che ha conquistato, è un grande mister, una grande persona. Modulo? Il 4-3-3 è quello che il Napoli ha usato di più, per questo i calciatori si adattano più a questo, ma penso che i numeri cambiano poco. Strategicamente cambia qualcosa, ma è un alibi dire che non abbiamo fatto bene per colpa del modulo. Guardiamo i nostri errori, calciatori che non erano in forma e tante altre cose. Dagli errori si impara. Dopo le prime partite con Gattuso abbiamo iniziato a capire la sua filosofia e iniziato a vincere facilmente le partite. Coppa Italia? Certo, è sempre un titolo, ogni vittoria dà autostima e fiducia e si lavora anche meglio. La mia stagione? La deve giudicare il direttore, i tifosi, lo tengo per me. Mio idolo? Mio zio è stato per anni capitano dell'AEK Atene, mi sono ispirato a lui. Grecia? La situazione da noi è molto buona, anche se hanno fatto meno tamponi, ma è evidente che non sia grave come in Italia. I morti non si possono nascondere. Restiamo a casa, la vita è bella, stiamo capendo quanto è importante: quando perdi una cosa, inizi ad apprezzarla".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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