Malfitano: "Sceneggiata di Dumfries col Napoli, c'è l'inghippo: vi dico io perché hanno dato rigore"

L'esterno dell'Inter è caduto dopo un contrasto non certo veemente di Frank Anguissa: l'opinions di Mimmo Malfitano sul penalty concesso all'Inter.
"Avevo delle sensazioni positive e un pareggio a San Siro è qualcosa di cui rallegrarsi". Mimmo Malfitano, ospite di Radio Marte, è tornato a soffermarsi su Inter-Napoli e sul discusso rigore concesso ai nerazzurri nel secondo tempo della scorsa giornata.
Innanzitutto, a proposito della prestazione della squadra di Antonio Conte, ha affermato: "Bisogna essere equilibrati, senza farsi prendere da entusiasmi o delusioni. Conte aveva avuto una bella lezione di calcio da Gian Piero Gasperini, nella precedente gara contro l'Atalanta, ma a Milano non era scontato il risultato: l'aver ottenuto un punto è stato un bene per il Napoli, rimasto in testa alla classifica".
E ancora: "Il big match con l'Inter non valeva ancora lo Scudetto? Sì, ma il Napoli non poteva consentirsi un altro passo falso, perché poi ci sarebbero stati dei risvolti: due sconfitte consecutive, con la prospettiva d'avere la Roma subito dopo la sosta, non avrebbero fatto bene. Senza trascurare avversari come Lazio ed Udinese, che non saranno certo semplici da superare".
"Cristiche alla qualità del gioco espresso nelle ultime giornate? I punti, alla fine, sono l'essenza domenicale, a prescindere da come si gioca: per questo, è importante soffermarsi sul risultato, specie in sfide così delicate per la classifica".
Infine, sul penalty per presunto fallo di Anguissa su Denzel Dumfries nella ripresa di Inter-Napoli: "Dumfries ha fatto proprio una sceneggiata, con quella caduta. La questione, però, è un'altra: si deve modificare il protocollo e permettere al VAR di intervenire anche sull'intensità, altrimenti c'è poco di cui lamentarsi".
"L'inghippo è tutto lì: se hanno dato il rigore senza che il VAR potesse toglierlo, visto che gli addetti al monitor hanno solo potuto dire se ci fosse o meno il contatto ma non quanto fosse forte, è perché da regolamento spetta all'arbitro decidere sull'intensità di uno scontro. Antonio Conte avrebbe dovuto insistere su questo, parlare di protocollo da modificare, anziché di retropensieri".






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