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Maldini: "Gattuso? Strano affrontarlo. Orgoglioso del Milan. Kessič, che sorpresa!"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maldini: Gattuso? Strano affrontarlo. Orgoglioso del Milan. Kessič, che sorpresa!

Paolo Maldini č intervenuto ai microfoni di Sky Sport poco prima del fischio di inizio della partita di Serie A contro il Napoli allo stadio San Paolo.


Paolo Maldini, dirigente del Milan, nell'immediato prepartita del match contro il Napoli, valevole per la trentaduesima giornata del campionato di Serie A, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Queste le considerazioni dell'ex difensore affidate agli inviati dell'emittente satellitare: "Sfida con Gattuso? E' strano incontrarlo da avversario ma a volte le strade si dividono, quello che c'è stato tra Rino e il Milan nessuno lo potrà mai cancellare. Appelli dei tifosi a restare? E' un po' una cantilena che stiamo ripetendo da tempo, vogliamo arrivare a fine stagione nella maniera migliore, per farlo dobbiamo evitare questi discorsi e poi prenderemo le decisioni".


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Maldini ha poi aggiunto: "La frase pronunciata su Rangnick a febbraio? La ripeterei, non era una frase contro una persona, era una frase contro una modalità. Non era rivolta ad una persona. Il lavoro di Pioli? Sono molto orgoglioso, vedo il 90% degli allenamenti, sapevo che questa squadra era destinata a sbocciare, il lockdown ha permesso a Pioli di fare una mini preparazione che non aveva fatto. Tanti giocatori nuovi hanno fatto bene, Rebic, Ibra, Bennacer... Se devo dire un nome dico Kessie, è diventato un giocatore completo, con una grande evoluzione, il fatto di giocare a 2 lo ha aiutato, mi ha sorpreso davvero tanto. Sono sicuro che questa potrà essere una grande base per il Milan del futuro, per vedere chi farà parte del Milan del futuro ci saranno decisioni prese da altri e magari anche da me stesso. A volte ci dimentichiamo anche dell'età dei giocatori, abbiamo un sacco di giocatori giovani. Abbiamo spinto molto per prendere due giocatori esperti come Ibra e Kjaer per farli crescere. Se io non avessi avuto vicino Baresi e Tassotti da giovane non avrei fatto quello che ho fatto, perché mi sentivo sicuro. Non ci sono casi di squadre che hanno avuto successo solo con i giovani, il passato conta e può essere una grande spinta. Quella maglia pesa e la storia è difficile da".


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