Maifredi: "Che grande Napoli nel '90! Sabato la differenza può farla Hamsik"

Su Radio Crc a "Si gonfia la rete" è intervenuto Gigi Maifredi, allenatore della Juventus nel 1990, quando perse a Napoli la finale di Supercoppa per 5-1.
Su Radio Crc a "Si gonfia la rete" è intervenuto Gigi Maifredi, allenatore della Juventus nel 1990, quando perse a Napoli la finale di Supercoppa per 5-1. Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it: "Quella sera del '90, quando perdemmo 5-1 quella Supercoppa, fu un grande Napoli contro una squadra in fase di costruzione. Pochi giorni di ritiro e in quel momento fu una lotta impari. Dovetti cambiare completamente mentalità in una società che aveva bisogno di ripartire. Quell'anno, però, ci rifacemmo in campionato quando rubammo 4 punti su 6 nelle due sfide successive. Al momento della finale eravamo ancora impreparati. Quando giochi contro una grande squadra formata da grandi giocatori, anche se aveva Maradona non bisognava fasciarsi la testa prima. Era un piacere giocarci contro, ma ho anche vinto spesso. Quando giochi contro i grandi calciatori loro ti danno una carica ed un'attenzione in più, e fai meno errori. Credo di essere stato un allenatore atipico, con il calcio come hobby più che un lavoro, invece intorno a me c'erano troppi allenatori che volevano dimostrare di essere bravi. Alla Juve abbiamo fatto partite incredibili ma nessuno ha mai calcolato che fosse un nuovo corso e non mi hanno dato il tempo di lavorare. Poi ci ho messo del mio a metà anno perchè non ho avuto pazienza, ed il calcio ha perso qualcosa che poteva migliorarlo. Non credo sia cambiato tanto da allora. Il campo è formato sempre dalle stesse misure, la stessa porta e per vincere devi segnare un gol in più del tuo avversario. Sicuramente con la tecnologia migliorano anche i giocatori ma le tattiche per far gol restano sempre le stesse dei miei tempi. Gli allenatori d'oggi sono bravi a livello di dati e gestione media ma negli spogliatoi hanno qualche problema. Secondo me dovrebbero essere degli allenatori che devono avere un'idea, non stereotipati. Faccio parte, con Zeman e Galeone, di una scuola di pensiero che ha cambiato il calcio, insieme a gente come Zaccheroni che ha proposto nuove idee. Adesso, invece, gli allenatori si fossilizzano se non hanno il grande giocatore, invece secondo me bisognerebbe formare i propri uomini e migliorare la propria rosa. Non vedo un gioco punto di riferimento in Italia, come la Spagna, qui non si insegna più il calcio. Per la squadra di Agnelli la gara di sabato non sarà facile. Avere il proprio allenatore che è nella possibilità di essere squalificato non è il massimo. Soprattutto la Juve che lo scorso anno ha vinto proprio con Conte. Credo che questa sia una preoccupazione che non so se la Juve riuscirà a scrollarsi di dosso. Sicuramente hanno Pirlo, che è abituato a giocare partite importanti e lui potrebbe dare la scossa ma la partita è sui binari dell'incertezza. Il Napoli al di là che è un'ottima squadra ha avuto continuità nel progetto. Milan e Inter ridimensionate, mentre la Juve con questi problemi può essere insidiata. Gli azzurri devono fare un pensiero al campionato. Hanno un grande presidente, un ottimo allenatore e grandi giocatori. Io dico che oltre a Pandev e Cavani, sia Hamsik quello che può fare la differenza. Sa giocare in tutte le parti del campo ed il Napoli con lui può fare il salto di qualità giovandosi anche di Insigne che è un talento fantastico. Metterei il Napoli come primo avversario dei bianconeri, poi Roma, Milan ed Inter, ma anche se sono questi gli avversari il calcio non è una scelta esatta".







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