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Maddalo: "Garcia, serve un cambio repentino. Calcio femminile snobbato"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Maddalo: Garcia, serve un cambio repentino. Calcio femminile snobbato

Teresa Maddalo, giornalista e scrittrice, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it. Tra gli argomenti trattati Garcia e il suo ultimo libro scritto con Domenico La Marca.


La giornalista e scrittrice Teresa Maddalo ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it. Tra i temi trattati, naturalmente, anche il complicato momento del Napoli: "Garcia è l'allenatore giusto per il Napoli? A dare risposte deve essere sempre e solo il campo e quelle ricevute finora non sembrano del tutto affermative. La scelta di dare altro tempo al tecnico francese è umanamente lodevole e potrebbe addirittura rivelarsi fondata, ma serve un cambio repentino: i tifosi non meritano di vedersi uno scudo scucito dal petto in questo modo. Sicuramente, per chiunque, un'eredità come quella di Spalletti sarebbe stata difficile da raccogliere, quindi ben vengano coloro che sanno accettare le sfide".

Chi potrebbe essere il tecnico ideale per i partenopei?

"È, da sempre, chi è in grado di proporre un'idea di gioco riconoscibile, di valorizzare le individualità e chi è capace di creare una sinergia speciale con la piazza. Più del blasone contano il carisma e la voglia di dare ancora gioie ai tifosi e alla città".

Insieme a Domenico Marca hai scritto "Storie di calcio femminile". Di cosa parla il libro? Svelaci qualche curiosità

"Abbiamo pensato di rendere il giusto merito, con questo libro, a due realtà sportive che hanno fatto benissimo nel nostro territorio, oggi entrambe presenti in massima serie: Napoli Femminile e Pomigliano Women. "Storie" perché ad emergere non vogliamo siano solo gli eventi, ma in particolare le vite e la passione sportiva delle protagoniste sul campo e di coloro che hanno reso possibile la realizzazione del sogno di "fare calcio". Le calciatrici del Napoli e del Pomigliano, attuali e passate, appaiono in una sorta di "galleria" di ritratti. La speranza è quella di trasmettere ai lettori il loro grande attaccamento alla maglia e l'entusiasmo per la questo sport... valori che purtroppo stanno venendo meno. Ci sono aneddoti e racconti relativi non solo al rettangolo verde, ma anche al rapporto con la nostra "Napoli del calcio" e con il tifo unico al mondo, insieme ad altre curiosità che non posso svelare ma vi sorprenderanno".

Ritieni che il calcio femminile sia ancora un po' snobbato dai media? Se sì, perché?

"Contano sicuramente i numeri e gli investimenti degli sponsor, come per tutte le realtà imprenditoriali del settore,  abbiamo però assistito a "balletti" ed incertezze perfino per la trasmissione delle partite dei mondiali e questo è un dato di fatto abbastanza scoraggiante, che la dice lunga. Un miglior piazzamento delle azzurre nella competizione iridata avrebbe aiutato, come accadde nel 2019, i media però dovrebbero essere più lungimiranti nelle proposte e guardare l'estero, altrimenti sarà difficile assistere una crescita "spontanea", che per certi versi c'è ma va ancora sostenuta". 

Quali sono le differenze tra il calcio femminile e quello maschile (oltre all'attenzione mediatica, naturalmente)?

"La differenza di trattamento economico non dovrei nemmeno citarla perché è veramente imbarazzante e ormai spero tutti siano consapevoli di questo divario. Mi viene poi da sottolineare che "il calcio è calcio": ci sono gesti tecnici che compiuti dai maschi sarebbero esaltati ma fatti dalle ragazze non ricevono lo stesso plauso. Penso ad esempio ai bellissimi gol di Giusy Moraca (per fare un esempio di una delle calciatrici citate nel libro). Ricordiamo, soprattutto, che per le donne i "tacchetti" sono una scelta, nella maggior parte del casi osteggiata (mi riferisco al nostro contesto culturale), portata avanti con sacrifici indicibili. I maschi, per motivi sempre culturali, invece incappano in questo sport fin da bambini e, salvo determinati casi, hanno la strada e il campo spianato".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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