Lukaku: "Anno difficile, ho parlato coi medici: se gioco 60 minuti mi autodistruggo"

L'attaccante del Napoli analizza il suo momento in vista della super sfida mondiale tra il Belgio e la Spagna.
Romelu Lukaku si confessa. In un momento cruciale del Mondiale, l'attaccante belga di proprietà del Napoli ha rilasciato una lunga intervista toccando diversi temi caldi: dal confronto con i big del calcio mondiale al suo stato di forma attuale, fino al retroscena sul mancato trasferimento al Real Madrid da giovanissimo e all'imminente, decisiva sfida contro la Spagna. C
Lukaku: "Vengo da un anno difficile. Do tutto per la squadra"
Ciò che emerge chiaramente dalle sue parole è una maturità profonda, focalizzata interamente sul bene collettivo rispetto ai traguardi personali: "So bene in quale situazione mi trovo, perché ovviamente quest'anno è stato un anno difficile per me. Il commissario tecnico è venuto a trovarmi e abbiamo avuto una lunga conversazione di circa due ore su ciò che si aspettava da me in questo torneo. Naturalmente voglio restare il più a lungo possibile con la Nazionale, ma conosco anche il mio ruolo in questo Mondiale e cerco di aiutare la squadra sia fuori dal campo sia dentro il campo, in tutti i modi possibili".
Minutaggio da dosare con cura: "Ne ho parlato con i medici del Belgio"
"Giocare 60-62 minuti dall'inizio in ogni partita, in questo momento, sarebbe autodistruttivo. È una cosa di cui abbiamo parlato con lo staff medico e con l'allenatore. Credo che il modo in cui stiamo gestendo la situazione sia positivo per me, perché alla fine riesco comunque ad avere un impatto sia in campo sia fuori. Il mister sa che posso parlare con i compagni quando c'è un po' di frustrazione o qualche momento delicato".
"Alla fine è tutto in funzione della squadra. Quando arrivi a questa fase della carriera, se puoi ancora essere produttivo da titolare, allora giochi. Ma, per quanto mi riguarda oggi, questa è la soluzione migliore. Ovviamente vorresti sempre partire dall'inizio, ma bisogna anche ragionare con la testa. E io lo accetto", ha concluso.






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