Lucarelli: "Mazzarri il migliore, ma ha una pecca. A Napoli mi diede spazio. Buffon rischiò grosso"

L'ex centravanti è intervenuto ai microfoni di Calciomercato.com e ha raccontato alcuni momenti della sua lunga carriera.
Cristiano Lucarelli, ex calciatore, oggi allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Calciomercato.com. Ecco alcuni passaggi dell'intervista: "Da Ranieri a Mazzarri, a chi mi ispiro? Dico 51% Mazzarri, 49% tutti gli altri. Quando hai la fortuna di avere degli allenatori bravi...io ho avuto quella fortuna, ho avuto Lippi, Donandoni, Lucescu, Ranieri, Mazzarri, Mazzone, Mondonico. Da tutti loro ho cercato di prendere il meglio e togliere quello che non mi piaceva. Quello che mi 'ha fatto venire la voglia' di allenare è stato Mazzarri. Nell'ultimo anno di Napoli mi ha dato un po' di spazio, in una squadra che aveva Lavezzi, Cavani, Vargas, Hamsik. Mi ha dato tanta fiducia. Da calciatore mi dicevano tutti che ero un allenatore in campo, per questo è stato semplice scegliere cosa fare una volta che ho appeso gli scarpini".
Quanto conta la comunicazione? Lucarelli svela una pecca di Mazzarri: "Ecco per esempio Mazzarri se avesse avuto una capacità comunicativa diversa... Da punto di vista di campo è uno dei più bravi in Italia. Fare l'allenatore oggi comporta tante sfaccettature. Quando fai il master a Coverciano ti dicono che sei un uomo solo contro tutti. E' vero, la vittoria è di tutti, la sconfitta è solo tua. Devi riuscire a gestire giocatori, tifosi, presidente, giornalisti. E da qualche anno ci sono anche i procuratori, che ti rompono le scatole se il loro assistito non gioca.
Buffon è l'italiano del millennio?
"Abbiamo fatto insieme tutta la trafila delle giovanili, dormivano insieme. Lo conosco bene, rappresenta l'Italia e l'ambiente nazionale. Anche se fa un ruolo diverso da quello che è l'immaginario collettivo è un premio che merita, forse più d Del Piero e Totti. E' un grande giocatore, ho un gran ricordo di lui. Vi racconto un aneddoto: una volta, con l'Under 21, non si è presentato al raduno di Cesare Maldini, previsto per le 12. Le 13, le 14, le 14.30, non arrivava, eravamo preoccupati. Alla fine sono riuscito a mettermi in contatto con lui e gli chiesi: "Dove sei? Ti stiamo aspettando!". Lui mi rispose: "Tutto bene, sono in mezzo ai ranocchi. Non mi sono fatto niente, è una stupidaggine". Aveva fatto un incidente ed era finito in uno stagno. In realtà il giorno dopo abbiamo visto le foto dell'auto, completamente distrutta. Rischiò di farsi male".







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