Lotta Scudetto Napoli-Inter, previsione di Antonio Di Gennaro: "Uno scenario è difficile"
"McTominay si è rivelato un valore aggiunto per la fase realizzativa dove l'attacco del Napoli è stato un po' inferiore alle altre big", ha spiegato l'ex calciatore.

Antonio Di Gennaro, ex calciatore oggi commentatore Rai, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live. Queste le sue parole: "La vittoria dell'Inter contro il Barcellona è stata incredibile, esaltante, tutti hanno dato tutto".
Poi ha aggiunto la previsione personale sulla corsa scudetto: "Può rappresentare una carica motivazionale importante per il campionato ma vedo difficile uno scenario, ovvero che l'Inter possa recuperare i punti di distacco dal Napoli perché gli azzurri nonostante la cessione di Kvaratskhelia hanno saputo fare di necessità virtù grazie a Conte che ha trovato gli espedienti adatti a tirare fuori da tutti i suoi giocatori il meglio, gestendo in modo perfetto la rosa. Conte era un predestinato fin dai tempi di Bari, io l'ho seguito e gli inviai anche un messaggio dicendogli proprio questo ed ho avuto ragione. Qualora l'Inter non dovesse vincere il campionato, da capire il futuro di Inzaghi perché un solo tricolore in quattro anni non so se rispecchi le ambizioni del club. Tiferò ovviamente, da italiano, per l’Inter per la finale di Champions".
"Conte è stato bravissimo a valorizzare tutti i propri giocatori. Restando al centrocampo, McTominay si è rivelato un valore aggiunto per la fase realizzativa dove l'attacco del Napoli è stato un po' inferiore alle altre big. Conte ha sempre privilegiato la fase difensiva: il bel gioco è un discorso bello da fare o da vedere, ma gli scudetti si vincono con la miglior difesa. Qualora Lobotka non dovesse essere a disposizione per la partita contro il Genoa, C'è Gilmour che dà ampie garanzie. Anguissa è un punto di riferimento, McTominay ha struttura, tempi di inserimento e goal. Credo che il livello della serie A si stia abbassando, non si salta più l'uomo, non si dribbla più, c'è quasi paura a farlo e si predilige un calcio fisico perdendo in qualità. Non si fanno più esordire i giovani e poi ci si stupisce che si esca dai Mondiali. Nessuno parla dei tanti problemi che riguardano la gestione da parte del calcio italiano dei propri settori giovanili: ci sono ragazzi di 17/18 anni che prendono 6/700.000 euro l'anno, e questo è un problema serio perché poi si sentono arrivati e perdono fame e senso del sacrificio".
"Siamo pronti a cambiare queste regole? Ci sono poi tanti stranieri in Italia e se su 100 di loro 70-80 non sono a livello di quelli italiani, è chiaro che tutto il sistema fallisce. Prima, ai miei tempi col Verona ma anche poco dopo, gli stranieri miglioravano il nostro prodotto, oggi invece il prodotto sia il livellato verso il basso", ha concluso l'ex calciatore.
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