Lo Bello: "Brutte scena a Roma, non è calcio. Maradona? Giocatore corretto e nobile. Sul VAR..."

Il grande ex arbitro è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre", in onda ogni lunedì.
Rosario Lo Bello, ex arbitro di calcio di Serie A, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre" in onda ogni lunedì dalle 21 alle 23 e condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e con la partecipazione straordinaria di Lino D'Angiò. Ecco quanto dichiarato: "Il calcio è italiano sta vivendo un momento di rinascita con grandi allenatori come Conte, Ancelotti, Sarri e gli altri, ma soprattutto con l’avvento di Mancini c’è un risveglio per quanto riguarda la nazionale. Bisogna ricordarsi che nel 1982 abbiamo vinto la Coppa del Mondo e ogni squadra poteva contare solo su 1-2 stranieri. Non si può sviluppare il calcio nazionale se ci sono oltre dieci giocatori stranieri in rosa: è molto difficile. Difficoltà degli arbitri di farsi comprendere dagli stranieri? Noi meridionali con i gesti ci facciamo capire sempre (ride, ndr). Al di là della battuta, non credo sia una difficoltà questa, serve qualità per arbitrare e in Italia non manca".
Poi Lo Bello ha aggiunto: "VAR? Penso che non abbia risolto tutti i problemi. E’ un sistema farraginoso. Se c’è un errore va rilevato subito. Perché il Var c'è solo per l’arbitro? Introduciamolo anche per i calciatori (ride, ndr). Per me deve esserci solo un modo per verificare se la palla è entrata o meno in porta. Gli episodi di Roma? Non è più calcio, brutte scene anche violente. Il calcio deve finire al 90’ e bisogna accettare buona fede e risultato con sportività. Maradona? Giocatore corretto, nobile e un modo dignitoso di confrontarsi con l'arbitro, da grande uomo e da grande calciatore. Subiva tanti falli, ma tutti quelli che hanno talento ne subiscono. Oggi si ammonisce più che negli anni '80? In generale dico che sta all’intelligenza dell’arbitro far esprimere ai giocatori talentuosi il loro estro che deve far deliziare i tifosi. Altrimenti è una minestra sciapa. Sarò un nostalgico ma mi piace un calcio di altri tempi, quello che ci faceva sognare. Non so se il calcio attuale faccia sognare. I cartellini sono una ratio-estrema, una sconfitta dell’arbitro".








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