Lippi: "Sarri sovvertitore. Napoli come il Barca! Ho una convinzione su Insigne"
L'ex allenatore di Napoli e Juventus, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana nei bienni 2004-2006 e 2008-2010, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla Serie A.

"Higuain & C. come il Barca. Ma io dico ancora Juve. Sarri punta tutto sul gioco, pochi lanci e un attacco spettacolo Buffon aveva ragione: mai sottovalutare i valori di quel gruppo". Pensieri e parole di Marcello Lippi. L'ex allenatore di Napoli e Juventus, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana nei bienni 2004-2006 e 2008-2010, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai taccuini de Il Giornale: "Il Napoli più forte di sempre? Mi verrebbe da dire no, nel senso che quel Napoli, con Maradona, Giordano e Careca, è ancora il più forte di sempre. Ma per evitare scomodi paragoni azzardo la differenza dal mio punto di vista: quel Napoli dipendeva dall'estro dei suoi fuoriclasse, questo è capace di esaltare i suoi fuoriclasse. Juve data troppo presto per spacciata? Al 100%. Ero tra quelli che in quelle settimane ammoniva: attenti perchè la Juve non è spacciata, attenti perchè torneranno a lottare per le prime posizioni, io li conosco bene. Feci anche una battuta. Dissi: dopo 4 scudetti di fila, quelli della Juve hanno provato a dare un girone di vantaggio ai rivali ma nessuno è stato capace di approfittarne. Allegri? Mi rivedo in lui perchè: 1) a 46 anni, come me, è andato alla Juve; 2) perchè è toscano come me; 3) perchè ha la saggezza nella gestione degli uomini e la conoscenza del calcio necessarie. Mai vista una squadra cambiare sistema di gioco in partita traendone sempre un bel vantaggio. Sarri? E' uno che non può non piacere e che ha sovvertito un luogo comune del calcio secondo cui ci vogliono 7-8 mesi per modificare le caratteristiche di una squadra. L'anno scorso il Napoli segnava tanto, 70 gol mi pare, ma ne incassava troppi, 40 circa come le squadre da retrocessione. In tre mesi Sarri ha eliminato i difetti e lucidato i pregi. Poi ha conquistato il cuore dei suoi campioni, dettaglio non da poco. Differenze tra Napoli e Torino? A Torino c'è la cultura della vittoria unita al temperamento riservato del piemontese. A Napoli c'è il contagioso entusiasmo che scorre per le strade della città. Come giocano? Una, la Juve, è concreta, si compatta sempre e verticalizza di più. L'altra, il Napoli, punta tutto sul suo gioco: i difensori non lanciano mai lungo e hanno dei 'tagli' in attacco, tipo Insigne che rientra e mette < b>Callejon davanti alla porta, che mi ricordano il Barcellona. Chi guida la classifica? Di solito chi sta davanti, soprattutto se non ha grande abitudine a lottare per lo scudetto. E c'è un'altra differenza vistosa: la Juve ha una rosa di grandissimo livello, abbondante. Insigne all'Europeo? Non ho parlato con Conte ma penso proprio di sì. Antonio sta cercando gente di qualità".
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