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Lippi: "Napoli, credi allo scudetto. A ottobre tornerò ad allenare, lo farò se capiterà una squadra che mi piace"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Lippi: Napoli, credi allo scudetto. A ottobre tornerò ad allenare, lo farò se capiterà una squadra che mi piace

L'ex CT della Nazionale italiana, Marcello Lippi è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli rilasciando alcune dichiarazioni.


Marcello Lippi è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le sue dichiarazioni: "Il Napoli? Sì, ha il dovere di provare a vincere lo scudetto. Ho sempre detto che a mio parere Milan e Napoli hanno qualcosa in più rispetto alle altre squadre che lotteranno per il tricolore. Hanno il vantaggio di avere la stessa guida tecnica della scorsa stagione. In particolare, poi, Mazzarri siede da tre anni sulla panchina azzurra e ha già impostato l'organizzazione di gioco, la programmazione, la squadra conosce psicologicamente il proprio allenatore ed il mister conosce i propri calciatori. Stesso discorso per il Milan di Allegri. Le altre formazioni, a mio parere, sono sì forti ma partono con un piccolo handicap in più: l'allenatore nuovo. Il Napoli per la Champions League ha ampliato la rosa con giocatori di assoluta qualità e di discreta esperienza internazionale. Ci sarà da fare turnover, ma la rosa è competitiva: Mazzarri potrà cambiare i calciatori mantenendo lo stesso modulo e gli stessi valori tecnici. Io toscano come Allegri e Mazzarri? Il calcio è una questione di cicli, lo stesso valer per gli allenatori. Hanno vinto i tecnici campani, lombardi, toscani ecc. L'importante è creare le squadre attraverso la programmazione ed il Napoli lo ha fatto perfettamente. Bisogna acquisire mentalità vincente, autostima, consapevolezza della propria forza. La piazza partenopea è di assoluta importanza e pian piano si sta assestando nei valori del calcio nazionale, per poi proiettarsi nella dimensione internazionale. L'importante è far parte sempre nel gruppo delle squadre di vertice, di testa. Il nuovo stadio della Juventus? Sarebbe l'ideale per ogni club. E' giusto che sia nato da uno dei club più antichi d'Italia, pian piano dovranno seguire l'esempio bianconero anche le altre società perchè quello è il futuro del calcio. Io in panchina? Sì, ho voglia di tornare ad allenare quanto prima. Lo farò da ottobre in poi se capiterà una squadra che mi piace. Ho sempre detto di voler lavorare non più in Italia, a parte per quelle pochissime eccezioni. Il Napoli? Ha un grande allenatore, ho un ottimo rapporto con gli azzurri e con la Juve, ma questo è un altro discorso. In Italia ho già fatto tutto ciò che dovevo fare. I grandi talenti vanno via dal nostro calcio? Sì, ma arrivano anche. Non dobbiamo essere sempre pessimisti e catastrofici. E' arrivato Forlan, che è uno dei calciatori più forti al mondo. E' giusto che il miglior dirigente in Italia, ossia Adriano Galliani, dia dei moniti e degli allarmi. Ha detto che ormai siamo una pizzeria e non più un ristorante: secondo me siamo ancora un buon ristorante, ma se continuiamo così diventeremo una pizzeria. La Nazionale Campione del Mondo è stato l'ultimo buon ristorante? Ma no, quello guidato di Prandelli sta crescendo molto bene. Anzi, nella Nazionale di oggi ritrovo e intravedo molte analogie con il gruppo che guidavo prima di Germania 2006. C'è la stessa voglia di partecipare, lo stesso entusiasmo, la stessa convinzione nel progetto e mi auguro che possa arrivare anche lo stesso risultato".


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