Lippi: "Mi sarebbe piaciuto allenare la Roma. Il mio erede? Faccio tre nomi"

L'ex Ct della Nazionale italiana ha rilasciato alcune dichiarazioni: "A 73 anni compiuti lo scorso 12 aprile, oggi di andare sul campo a lavorare non avrei più voglia".
Marcello Lippi, ex allenatore della Nazionale Italiana, si è confessato in un'intervista a La Verità. Diversi i temi affrontati dal tecnico toscano. "Il calcio? Mi manca quando lo guardo in tv, perché scatta il riflesso condizionato, e mi ritrovo a dirmi: io farei così, adesso farei un cambio, mi appunto delle riflessioni, mi segno dei nomi. Ma, in tutta onestà, a 73 anni compiuti lo scorso 12 aprile, oggi di andare sul campo a lavorare non avrei più voglia. Quello che dovevo fare l'ho fatto. Mi sarebbe piaciuto allenare la Roma? Assolutamente sì. Del resto, mio nipote è nato a Roma, è romanista, e conserviamo ancora il gagliardetto che gli dedicarono quando è nato. Sì, mi sarebbe piaciuto allenarli, i giallorossi. Peccato".
Il tecnico ha poi aggiunto: "Un mio possibile erede? Le farò tre nomi. Roberto De Zerbi del Sassuolo: inizialmente aveva atteggiamenti che non mi piacevano, adesso è cresciuto e maturato, anche perché quando una squadra gioca bene indipendentemente dalle singole individualità che schieri, vuol dire che la mano dell' allenatore ha il suo peso e fa la differenza. Ivan Juric, che è una conferma. E poi Vincenzo Italiano, dello Spezia, squadra arrivata dalla B che ha portato a casa risultati importanti con un bel gioco propositivo, sempre in avanti. Certo, se la dovrà ancora giocare per mettere in sicurezza la permanenza in A, ma intanto: chapeau!".






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