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Liguori: "Spalletti non bravo come Allegri. Al Napoli per epurare Insigne? De Laurentiis non è ingenuo"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Liguori: Spalletti non bravo come Allegri. Al Napoli per epurare Insigne? De Laurentiis non è ingenuo

Il direttore del TGCOM Paolo Liguori, tifoso giallorossi, ha ricordato i trascorsi di Luciano Spalletti, neo allenatore del Napoli, alla Roma.


Paolo Liguori ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di 1 Station Radio durante il programma 'Il Sogno nel Cuore': "Luciano Spalletti ha fatto cose buone a Roma, specie all'inizio. Nella prima fase, lo ricordo bene, è stato positivo. A Roma, ha lavorato due volte. Nella prima occasione, venne scelto dalla famiglia Sensi in un momento drammatico, dopo un 2015 bruttissimo, quando si arrivò ad un pelo dalla retrocessione. In quel caso, con Spalletti ci fu una svolta. Andò via e lo fece rinunciando al contratto. Disse addio perché era solo, senza la società, pur essendosi lasciato bene con i giocatori chiave, Francesco Totti e Daniele De Rossi. Successivamente, è andato allo Zenit, dove ha fatto dei buoni campionati. La Roma lo ha richiamato quando è passata in mano agli americani. Spalletti è stato colui che ha portato Totti a giocare da centravanti atipico, spostandolo in avanti e rendendolo più bomber".


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Il direttore del TGCOM ha poi aggiunto: "La carriera di Spalletti è divisa in due fasi: il pre-Udinese e il post-Udinese. Ad Empoli, era il giocatore più anziano, già un allenatore in campo, tant'è che venne chiamato a sedersi sulla panchina. Da Empoli passò all'Udinese. Quanto alla Roma, va chiarito che non è mai stato esonerato: fu lui a volersene andare. Spalletti preso dal Napoli per 'de-Insignizzarlo', come 'de-Tottizzò' la Roma? Spero di no. Non penso che Aurelio De Laurentiis sia così ingenuo. Se fosse stato preso per questo, sarebbe un fallimento in tutti i sensi. In questo tipo di operazioni, è sbagliato cercare di epurare i giocatori più significativi. Penso che Spalletti, dopo la seconda fase della Roma con Totti, abbia capito benissimo che certe cose non vanno fatte. Per Spalletti bisogna essere più squadra e meno dipendenti da un singolo giocatore. Spalletti era il miglior allenatore sulla piazza? No, lo era Massimiliano Allegri".


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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