Libertino: "Napoli, qualcosa non torna. Boccone amaro per i calciatori e domanda sulla Champions..."


Redazione
Interviste
8 NOV 2019 ORE 21:47

Il giornalista di Minformo Tv è tornato sulle possibili cause che hanno portato al delicato momento in casa Napoli che vede protagonisti dirigenti e calciatori.

Giuseppe Libertino, giornalista di Minformo Tv, ha commentato il difficile momento in casa Napoli: "I fischi di quei pochi tifosi o presunti tali allo stadio per un allenamento a porte aperte (davvero fuori luogo) e gli ultimi striscioni esposti in città chiudono probabilmente il ciclo di questa squadra che, è arrivata ad un passo dal grande successo in questi anni. Nel caos delle ultime ore: fischi, insulti, immagini e goliardici flussi audio hanno fatto il giro dei nostri smartphone. Ma non ci raccontassero che non è accaduto nulla nel ventre del San Paolo martedì sera. Possibile che i calciatori abbiano perso a tal punto la testa da avere una reazione così spropositata e saltare l’ordine del ritiro imposto dal presidente De Laurentiis? Qualcosa non torna".

Poi ha aggiunto: "La società a conduzione familiare e la guida tecnica costituita da padre, figlio e parenti hanno probabilmente fatto saltare il banco. I calciatori non hanno più voluto mandare giù il boccone che era già amaro. La piazza è stanca ed è passata all’attacco. Ma questo attacco, per il momento, sembra rivolto solo ai “ragazzi”, colpevoli di aver rifiutato il ritiro dopo il caos post gara col Salisburgo in Champions League. Aspettiamo domani sera dove ci saranno più tifosi a Fuorigrotta. La società aveva già minato la serenità dei ragazzi: prima attaccando il ‘rompiscatole’ Insigne, poi i ‘mercenari’ Callejon e Mertens. Tutto questo è avvenuto in eurovisione da parte di Adl, ma ‘face to face’ cosa si saranno davvero detti? Possiamo solo immaginarlo. Anche Ancelotti in un certo senso ha deluso. Un aziendalista totale che ha accettato qualsiasi cosa pur di raggiungere i suoi scopi ed obiettivi. Non ha gradito solo il ritiro della squadra dopo un anno e mezzo di lavoro col Napoli. Ha deluso anche per la poca identità che ha portato alla squadra. Ancelotti è entrato in una piccola crisi psicologica personale quando ha capito che senza campioni o bandiere poteva difficilmente portare un titolo a casa dopo la sua straordinaria carriera alle spalle. Una carriera costruita con al fianco dei mostri sacri del calcio. Questo caos si è generato anche perché in quel regime familiare della società azzurra i De La non hanno mai previsto diverse figure dirigenziali. Vero anche che, a Milano o a Roma non hanno portato buoni frutti, ma il solo Giuntoli non basta per esperienza e carisma. Anche la comunicazione è incappata in momenti difficili in questi anni. Ed infine l’ultimo calcio mercato azzurro è stato improvvisato: troppe cessioni, pochi acquisti, difficoltà nel cedere pezzi importanti a prezzi desiderati ed acquisti di doppioni, vedi Lozano-Insigne. A tutto questo si è aggiunto lo scarso rendimento di alcuni big e la frittata è fatta. A Napoli ancora un ammutinamento da De Napoli a Insigne e compagni passando per Oscar Magoni.  Una sola differenza: la verità non si sa e forse non si saprà mai. C’è chi inventa, chi approfitta, chi esagera e chi scrive unilateralmente a causa di forti interessi economici, insomma nel vortice della strumentalizzazione totale. Anche una parte di stampa ed una fetta di tifosi hanno fatto la loro cattiva parte. Non so se potrà ri-nascere un Napoli più o meno forte nei prossimi anni, è difficile vincere con i De Laurentiis. Dobbiamo anche constatare che i De Laurentiis sono ai vertici del calcio italiano poiché hanno approfittato del buio totale sui cieli di Milano degli ultimi anni. Dovesse mancare per un anno il traguardo Champions, probabilmente unico obiettivo della società, che cosa accadrebbe? Ci auguriamo di no, il Napoli se preme il piede sull’acceleratore, ci andrebbe ad occhi chiusi.  I tifosi sono in balia delle onde, oggi sono solo preoccupati del futuro azzurro e si passa velocemente da “Ciro” Mertens a Mertens “vattene”. Stessa sorte per i Callejon, gli Insigne ed Allan: è un momento difficile. Che guaio non cederli prima. Domani Napoli - Genoa al Paolo, solo allora capiremo la reazione della squadra e della società. A Napoli tutti responsabili, tutti colpevoli di questa figuraccia".  

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