Lello Arena: "La malattia di Troisi non era un problema. Le donne pagavano i portieri per..."
"Enzo era di una bellezza sconcertante, Massimo aveva una bellezza diversa, ma piaceva molto", ha ricordato l'attore in merito a De Caro e Troisi.

Lello Arena, popolare attore classe 1953, che iniziò la sua carriera negli anni '70 in seno al gruppo "La Smorfia" con Massimo Troisi ed Enzo Decaro, lo scorso primo novembre ha compiuto 71 anni. Nel 1981 recita nel film di Troisi "Ricomincio da tre", ottenendo un enorme riscontro di pubblico e critica.
Nel 1982 è il protagonista del film "No grazie, il caffè mi rende nervoso", diventato un vero e proprio cult. L’anno successivo recita in un’altra pellicola di Troisi, "Scusate il ritardo", con cui conquista il David di Donatello come miglior attore non protagonista. Tra il 1995 e il 1997 - ricorda Il Messaggero - è di nuovo in tv: conduce Striscia La Notizia, accanto a Enzo Iacchetti. Negli anni si è cimentato anche come scrittore, doppiatore e fumettista.
Nel suo libro "C'era una volta", dove ha svelato diverse sfaccettature del legame con Massimo Troisi: "La prima volta che l'ho visto fu in una recita parrocchiale".
Poi ai microfoni dei Lunatici, su Rai Radio 2, nel 2021, parlò anche della malattia del compianto amico e collega: "Voglio dire e ristabilire la verità. Per esempio il discorso sulla malattia di Massimo spesso viene utilizzato come grimaldello emotivo per ottenere il consenso del lettore. Ma la malattia di Massimo, tranne che per il suo epilogo drammatico, non è mai stato un problema per noi. Massimo quando tornava da Houston poteva stare in scena due ore e mezza, poteva giocare a pallone, frequentare le signorine che tanto gli piacevano e che tanto sono state tra le sue preferenze e le sue cure. Non c'era bisogno di raccontare la sua malattia in modo morboso".
E poi: "Abbiamo avuto groupies che pagavano i portieri d'albergo per farsi trovare in camera nostra. Noi avevamo 26 anni, immaginate com'era la situazione. Io avevo due avversari come Enzo e Massimo, potevo solo ritirarmi. Enzo era di una bellezza sconcertante, le prime file a teatro erano piene di ragazze che volevano solo vedere lui. Massimo aveva una bellezza diversa ma piaceva molto. Io facevo un po' il fanalino di coda ma non avevo di che lamentarmi".








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