Lecce, Baschirotto: "Sono un difensore contadino. Allevo suini e fermo gli attaccanti"
Il centrale della squadra giallorossa si racconta in uno dei periodi pių felici della sua carriera da professionista.

Federico Baschirotto, difensore del Lecce, si è raccontato ai taccuini de La Gazzetta dello Sport. "Da piccolo mi ispiravo a Del Piero. Per il ruolo direi Chiellini: forte sull’uomo, bada al sodo. Se uno fa il difensore deve difendere. Simpatia juventina? Da bambino, quando ci ho giocato contro ho preso la maglia di Bonucci e scambiato la mia con Fagioli. Ogni partita è un ricordo, voglio tenere sempre una maglia. Come mi alleno? L’ossessione batte il talento e io il talento cristallino non l’ho mai avuto. La mattina vado tre ore prima al campo d’allenamento. Faccio i miei lavori in palestra, poi esco con Fabrizio Del Rosso, il vice di Marco Baroni, e limo la tecnica. Lui varia gli esercizi così non mi annoio e mi diverto. E ora in questo percorso mi seguono Colombo e Cetin. Voglio migliorarmi ogni giorno”.
Il centrale ha poi aggiunto: "Nella stagione 2018-19 era alla Vigor Carpaneto in Serie D, mi è servito. Poi mi sono guadagnato la C a Viterbo. Stavo per firmare ancora in D. Ero svincolato. Mi hanno voluto. Ho fatto bene un anno con Antonio Calabro, poi feci il secondo. Iniziai da centrale a tre. Mi piaceva. All’Ascoli ho segnato 4 gol in B: tre di testa, uno di piede. Mi vedevo più centrale, Sottil terzino. Il tecnico è stato importante per la crescita, voleva sempre di più. Ha una grande cultura del lavoro. Ascoli resta un bel ricordo, ho tenuto tanti amici”.
"L'azienda di famiglia? Torno da Ascoli a fine campionato a Nogara nel Veronese, saluto papà Graziano e mamma Giuliana. Dopo pochi minuti papà mi dice “guarda, però che i tuoi fratelli hanno bisogno. La mattina ero sui campi a metter giù le cannule, a dar da mangiare al bestiame. Alleviamo suini e bovini. Poi abbiamo frumento, grano, soia, pomodori”.
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