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LDT - "Ancelotti, hai visto James Rodriguez e Veretout? Gattuso va sostenuto, il futuro del Napoli..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
LDT - Ancelotti, hai visto James Rodriguez e Veretout? Gattuso va sostenuto, il futuro del Napoli...

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un tifoso del Napoli che ha voluto ripercorrere l'esperienza di Ancelotti sulla panchina azzurra.


(Lettera del tifoso). Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di un tifoso del Napoli, Antonio N., il quale ha analizzato il momento della squadra di Gattuso alla luce degli ultimi risultati. Ecco quanto si legge: "Leggo in giro disamine vuote con confronti imbarazzanti tra Ancelotti e Gattuso. Tutta disinformazione che fa presa in chi evidentemente non segue ogni giorno le vicende del Napoli. Facciamo chiarezza. Quando fu esonerato Ancelotti, il Napoli era in caduta libera in campionato, i giocatori erano in gran parte contro l'allenatore per i suoi metodi considerati troppo "dispersivi", erano in contrasto tra loro e la società. Il Napoli giocava col 442, modulo da lui scelto per il mercato da lui fatto (solo Elmas è stato preso dalla società, almeno così hanno fatto trapelare al punto che Ancelotti ha parlato di scudetto e mercato da 10), spendendo una cifra intorno ai 100 milioni. Ancelotti aveva, inoltre, chiesto James Rodriguez per fare un 4231, e Icardi".


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Poi Antonio N. incalza: "I due non arriveranno mai perché il primo è un giocatore infortunato che il Real stava cercando di vendere per toglierselo di torno (è in rotta con Zidane, solo il presidente spinge per farlo giocare, ma solo per evitare di svenderlo). Per quel giocatore chiedevano 40 milioni tra prestito oneroso e riscatto. Il Napoli, giustamente, si è rifiutato di acquistare un giocatore per quelle cifre e in quelle condizioni. E, probabilmente, ci ha visto bene perché attualmente scalda la tribuna del Bernabeu e nessuno lo reclama. Icardi, invece, fa capitolo a parte. È un calciatore ambizioso che in Italia avrebbe scelto solo la Juve, per via dell'ingaggio plurimilionario che solo la squadra non colorata poteva permettersi di acquistare. Con queste premesse, Ancelotti è costretto a passare dal 4231 che aveva in mente al vecchio 442, adattando però un po' tutti i giocatori e mettendoli in condizione di non esprimersi al meglio. Sa che non può giocare col 4231 perché il centrocampo non avrebbe fatto filtro (la partita in casa della Fiorentina lo aveva dimostrato ampiamente), così opta per un più coperto 442, con Allan unico interditore. La musica non cambia e, pur ottenendo qualche risultato, capisce che il giocattolo è ormai rotto. Ma il re è nudo. Si capisce che è chiaramente responsabile lui stesso per le scelte di mercato, per non aver chiesto un centrocampista mediano in più per dare equilibrio (il Napoli aveva in mano Veretout, che lui rifiuta). Anzi, chiede e ottiene che vengano venduti tutti i mediani che sono ritenuti superflui per giocare secondo il suo calcio. I risultati stentano ad arrivare, alcuni calciatori iniziano a non rendere più (Callejon, Koulibaly, Insigne, Allan, Fabian ecc): alcuni per fisiologica parabola discendente, altri o per problemi fisici (estate con le rispettive nazionali), o per fiducia persa nei propri mezzi. Ancelotti sa di non avere più la squadra in mano. La società lo sapeva da tempo. E.così, si mettono d'accordo. Ancelotti sa già del suo prossimo esonero, così stipula nottetempo un accordo con l'Everton, facendo apparire il suo esonero come desiderio della società. Ma, due giorni dopo, è già a Liverpool a dirigere l'allenamento in compagnia di suo figlio, che però, guarda caso, non viene assunto vice allenatore, come era successo a Napoli, bensì semplice elemento dello staff tecnico a prescindere dalle regole che vigono in Premier dove i secondi sono leggende del club ecc. ecc. Arriva, così, a Napoli, Gennaro Gattuso. Fin dal principio mette le mani avanti. In conferenza, dopo il primo allenamento, dichiara senza mezzi termini che ha trovato una squadra allo sbando, in balìa disé stessa. Distrutta fisicamente, senza un'idea di gioco, con giocatori in rotta con la società per via delle multe, senza rinnovi di contratto o con la testa altrove. Fa capire fin da subito che ci sarà da ricominciare daccapo, ripartendo dalla preparazione atletica e dai fondamenti di un modulo, per avere una squadra che ricominci a "pensare". Passa, quindi, al 433, adattando Fabian vertice basso, pur sapendo che non avrebbe reso sia per modo di.giocare che condizione atletica. Tre giorni, e si.gioca col.Parma. Dopo alcuni minuti va in svantaggio e perde Koulibaly. La squadra è lenta, spaventata. Commette errori banali, passaggi a due metri. Il Napoli lotta ma perde in contropiede, con un possesso palla del 68%. Gattuso è seriamente preoccupato, ma sa che il mercato potrà aiutarlo. Arrivano finalmente i mediani che cercava e giocatori per avere le "coppie". Sa, che però, ci vorrà tempo per plasmare una squadra, ricompattare il gruppo allo sfascio e dare serenità. Si mette di santa pazienza, ma i risultati non arrivano. La sconfitta con la Fiorentina è un colpo quasi insopportabile, che lascia intravedere la fragilità mentale della squadra. Continua a lavorare sulla testa dei giocatori, li incita a crederci. Nel frattempo, recupera qualche infortunato. Il resto è storia di oggi. Possiamo mettere in croce Gattuso per i risultati, ma abbiamo il.dovere di ricordare sempre che cosa aveva ereditato. Altrimenti si fa demagogia. Non illudiamoci: il Napoli dovrà vivere fino alla fine tra prestazioni incoraggianti e altre disastrose, perché i problemi non possono risolversi con un cambio di modulo o con qualche parola detta bene. Ci.vuole pazienza, lavoro,abnegazione, sacrificio. In una parola, tempo. Quindi, io sto con Gattuso, adesso più che mai. Lui è il nostro allenatore. Ancelotti e Sarri appartengono al passato. Avanti così!".


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