Lavezzi si racconta: "A Galvez c'erano ragazzi più forti di me, ma ora sono in galera"

Il Pocho Lavezzi racconta ai microfoni di Radio Marte, la sua gioventù vissuta tra le strade di Villa Gobernador Galvez.
Il Pocho Lavezzi racconta ai microfoni di Radio Marte, la sua gioventù vissuta tra le strade del suo quartiere. Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it:
"Il goal più bello? Ero ragazzino e giocavo a Villa Gobernador Galvez. Stavo per tirare da centrocampo e mi sono accorto che quello era il mio portiere, mi sono girato e ho fatto uno slalom incredibile segnando dalla parte opposta. Ma c'erano amici più forti di me. Alcuni - però - non ce l'hanno fatta. Qualcuno è in galera. Pensate che quando volevo smettere, mi hanno portato a fare l'elettricista per evitare che prendessi una cattiva strada". Ma l'amore per il calcio è stato più forte: "Volevo fare questo e ci sono riuscito. Comunque voglio dire che anche in un quartiere difficile, siamo noi che scegliamo il nostro destino". Ezequiel lo ha fatto. Senza dimenticare le sue origini: "Resto tifosissimo del Coronel Aguirre". Lo ha addirittura tatuato: "Ne ho tantissimi. Il primo a dodici anni". Quando era un bambino. Il Pocho ne aiuta tanti: "L'Associazione Ansur è un bel progetto. L'ho sempre voluto attuare, adesso ne ho la possibilità ". Perchè il legame con la sua terra è indissolubile.







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