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L'investigatore su Maradona: "Donne quasi nude sotto casa! L'Hotel Paradiso, Moggi e lo Scudetto perso..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
L'investigatore su Maradona: Donne quasi nude sotto casa! L'Hotel Paradiso, Moggi e lo Scudetto perso...

Antonino Restino, investigatore privato alla guida della holding Gruppo Az Investigation, nel suo libro "La Spia de Dios", ha racconatato tanti aneddoti su Maradona.


Antonino Restino, investigatore privato alla guida della holding Gruppo Az Investigation, l'agenzia più importante del settore in Italia, ha confidato nel libro «La Spia de Dios», edito da Rogiosi e scritto da Elisabetta Masso e Carla Reschia, quelle interminabili giornate con il fiato in gola sulla tracce di Diego Maradona, per snidare le sue bravate e i suoi eccessi. Che erano sulla bocca di tutti e che lui raccoglieva puntualmente in dossier che ogni settimana consegnava all' hotel Majestic. Chissà Maradona quanto resterà sorpreso nel sapere che le sue notti brave e le sue albe chiare sono state fotografate e riprese per mesi e mesi.


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«Il 24 gennaio del 1988 mi vedo con Giorgio Curti (direttore finanziario del club, ndr) e il direttore generale Luciano Moggi - racconta Restino - Il vero interesse della società era controllare Maradona, seguirlo nella sfera privata che, negli ultimi tempi, non era più in linea con le regole imposte dall'allenatore e con lo stile di vita che un atleta professionista deve rispettare. E in più sul campione giravano brutte voci, sempre più inquietanti. Sempre più preoccupanti e incontrollabili. Pare, sembra, dicono, raccontano. Moggi non si sbilanciava, andava con i piedi di piombo, usava sempre il condizionale».


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Pochi giorni e il detective fa le prime scoperte: «L'hotel Paradiso era la sua meta preferita, di solito arrivava nel tardo pomeriggio in via Catullo, per tornarsene a casa solo alle prime ore del mattino. Una volta, durante un appostamento, mi allontanai: e trovai Maradona che ci provava con la mia collega di lavoro, con la mia spalla. Era incredibile. Cosa faceva in quelle mura della stanza 415? Io posso parlare delle donne e degli uomini che entravano, di certo non so cosa portavano». 

Per una notte con Maradona, le donne erano disposte a tutto. «Ho visto donne fare un passo alla volta: farsi presentare all'amico dell' amico, poi a qualcuno più vicino fino ad arrivare a lui, al re». Dice ancora: «Per un lungo periodo in via Capece, proprio sotto casa sua, si aggirarono due ragazze, vestite, o per meglio dire svestite in modo molto vistoso, che passeggiavano avanti e indietro per ore. Finché un giorno la moglie di Maradona, Claudia Villafane, scese e le prese a male parole, minacciandole di passare alle mani se le avesse viste ancora lì attorno».

«Il rapporto con Moggi? Ci prendevamo un caffè, poi consegnavo la busta, Moggi l'apriva, leggeva voracemente e iniziava a tempestarmi di domande. Venerdì? Ma ha cambiato orario! Perché ha fatto un altro percorso? Ma erano le 4 del mattino. Si faceva mandare anche tutte le foto e le riprese. Anche quando si mise a giocare per strada con dei ragazzini e una donna gli lanciò un secchio d' acqua dal balcone. Non lo aveva riconosciuto. Solo una volta l'ho visto veramente scosso: quando scoprì che nel garage di casa si allenava da solo con il suo coach personale, Fernando Signorini, il suo storico preparatore atletico. L'unico che sapeva cosa gli serviva per rendere al meglio, evitandogli soprattutto gli esercizi che Maradona riteneva inutili e noiosi. Ma di quegli allenamenti misteriosi ed esclusivi nella palestra sotto casa, vicino al garage accanto al parco delle sue numerose auto, la società calcistica non sapeva».

«Lo Scudetto perduto? Ne hanno dette di tutti i colori su quel sorpasso del Milan sul Napoli ma io posso dire con certezza che Diego non avrebbe trattato con nessuno per una sconfitta. Perché il calcio era la sua parte migliore, non avrebbe accettato mai una cosa del genere». 

Antonino Restino conclude: «Lo pedinavo per lavoro, ma io ero incantato da lui. Ne ero affascinato, perché per il Napoli avrei fatto qualsiasi cosa. Provai molte volte la tentazione di uscire dal mio ruolo e di avvicinarmi a lui per metterlo in guardia, da amico, per dirgli di mandare al diavolo quell' esercito di approfittatori, curiosi, spacciatori e puttane che lo assediava e ritrovare la natura solare, vitale, generosa, che era l' essenza del suo talento. Se tornassi indietro? Oggi quel consiglio glielo darei. E al diavolo l'indagine. Ora sogno di conoscerlo. Anche se in pochi lo conoscono più di me».


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