L'ex boss Misso: "Mettemmo una bomba sotto casa di Ferlaino per far tornare Juliano"

Il racconto di Giuseppe Misso che ha parlato di quanto successe negli anni '80 nei confronti di Ferlaino. "Facemmo esplodere una bomba di notte sotto casa sua, simultaneamente un'altra al San Paolo".
Giuseppe Misso, ex boss della camorra, ora collaboratore di giustizia di 77 anni, come riporta l'edizione odierna de Il Mattino, ha raccontato la sua verità a 40 anni dalla strage del Rapido 904 Napoli-Milano e lo fa nel suo secondo libro ("Quel Rapido 904") con nomi e cognomi dei protagonisti di un racconto che abbraccia oltre 30 anni. Al centro, c'è la strage del 904, dai contorni ancora oscuri, compiuta con una bomba messa sul treno che provocò 16 vittime negli anni della strategia della tensione. Ma non solo.
Si parla anche del Napoli: "Il Napoli perse contro la Juventus. Io e Nino volevamo il ritorno di Juliano per costruire una squadra competitiva. Nell'ottobre 1982, organizzammo una protesta feroce contro Ferlaino. Facemmo esplodere una bomba di notte sotto casa sua, simultaneamente un'altra allo stadio San Paolo. Una telefonata anonima al 113 avvisò che c'era un'altra bomba nel ritiro di Soccavo. I calciatori scapparono in mutande".
Poi racconta ancora: "Tutti i giorni un aereo sorvolava la città con lo striscione Ferlaino via /Juliano torna. Poi manifestini affissi per Napoli e lanciati dall'aereo con la scritta "Dimissioni subito". Ferlaino si dimise, Juliano tornò e nel 1984 acquistò Maradona con l'aiuto del nostro amico José Alberti".






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