Krol: "Napoli nel cuore, Juliano mi venne a prendere in Canada"

L'ex indimenticabile difensore azzurro Rudy Krol si è raccontato in un'intervista esclusiva rilasciata ad Extra Time.
L'ex indimenticabile difensore azzurro Rudy Krol si è raccontato in un'intervista esclusiva rilasciata ad Extra Time, settimanale della Gazzetta dello Sport dedicato al calcio straniero. "Napoli mi è rimasta nel cuore. Con l'Ajax ho vinto tutto, ma il mio cuore è più vicino a Napoli; la gente mi ha toccato, l'affetto, il calore. Come nacque l'idea Napoli? Allora mi voleva il Milan, si stavano per riaprire le frontiere, ma il Milan finì in B per lo scandalo-scommesse. Poi mi cercarono Roma e Fiorentina. E il Napoli. Io ero stufo dell'Ajax dopo 13 anni e così andai a Vancouver. Ma un giorno arriva Totò Juliano, dirigente azzurro, e mi dice 'Ora puoi venire, non parto senza di te'. Così parla col presidente del Vancouver e il giorno dopo mi porta a Napoli. Ricordi di Napoli? Quando andavo in giro per strada la gente mi fermava, mi offriva vino e pasta, dovevo fermarmi a mangiare lì. Abbiamo disputato due grandi tornei, specie il primo. Il pubblico era meraviglioso. Ricordo quella domenica tremenda del terremoto (il 23-11-1980, ndr) e la gara dopo al San Paolo sempre strapieno, nonostante tutto. A Napoli non torno dal 1990. Ma sento spesso al telefono Juliano. La serie A allora era tosta. Ma noi con Marchesi in panchina e il San Paolo alle spalle nell'80-81 lottammo per lo scudetto fino a 4 turni dalla fine, poi perdemmo in casa col Perugia con autorete di Ferrario. Con Damiani, Bruscolotti, Ferrario, Castellini, Vinazzani, non eravamo il top come Juve e Roma, ma avevamo qualcosa in più".







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