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Koulibaly: "Sarri diverso da Benitez. I sogni, la Champions e il Senegal. Deschamps? Che risate"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Koulibaly: Sarri diverso da Benitez. I sogni, la Champions e il Senegal. Deschamps? Che risate

"Deschamps? Ero a casa con i miei amici quando sentimmo la notizia che voleva concovarmi con la Francia. Ridemmo molto, ma il suo fu un piccolo errore. In verità ero dubbioso, ma scelsi il Senegal e la cosa mi diede ancora più motivazioni".


Il difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, è intervenuto ai microfoni di So Foot Club: "Questi primi anni a Napoli sono passati in fretta, è fantastico. Sono arrivato a soli 22 anni, e il vantaggio quando sei giovane, è di avere una importante forma fisica che mi ha permesso di dedicarmi alla parte tattica. Sarri? Maniaco della tattica, è vero. Sono cresciuto molto con lui grazie ai suoi metodi difensivi. Organizza sessioni di allenamento dedicate al reparto arretrato, così cresciamo bene. Francamente, nulla a che vedere con quel che facevamo con Benitez... ma non giudico e non mi pento dei suoi metodi. Miglioramenti? Mentale soprattutto, mi sento più maturo. E poi tatticamente visto che in Italia si giocaun calcio particolare dove i difensori sono importantissimi. Champions? Un onore giocare in questa competizione. E' un'altra storia, la sognavo da bambino. E poi nel nostro girone non c'è una favorita, ce la giochiamo: ci gestiremo al meglio per arrivare alla fase ad eliminazione diretta, che il club non raggiunge da più di quattro anni. Vittoria col Benfica? Bella emozione, i nostri tifosi sono caldi, riflettono lo spirito della città. Il San Paolo è uno stadio che vive per il calcio, in Champions le emozioni si moltiplicano per dieci. Saint-Dié-des-Vosges e Napoli? Nella prima città sono cresciuto, a Napoli è diverso sia in strada che allo stadio. A Saint-Dié-des-Vosges è più calmo (ride, ndr). I grandi campioni da marcare? Gioco semplicemente, non ci penso, non ho paura di nessuno. Nel calcio moderno credo che ci siano pochi calciatori con i piedi quadrati. Sono forte fisicamente e voglio migliorare tecnicamente. Essendo a conoscenza di questa mia dote naturale, quando ho il pallone provo a giocarlo nel modo giusto. Ho fiducia. La veronica con la Roma? Fu un gesto istintivo. Il calcio non è una scienza esatta, a volte sei costretto a pensare in fretta o a non pensare proprio. Quella veronica era l'unica cosa da fare e l'ho fatta. Ho un po' sorpreso chi pensava cose diverse. Deschamps? Ero a casa con i miei amici quando sentimmo la notizia che voleva concovarmi con la Francia. Ridemmo molto, ma il suo fu un piccolo errore. In verità ero dubbioso, ma scelsi il Senegal e la cosa mi diede ancora più motivazioni. Del resto mai avuto contatti con la nazionale francese. L'allenatore del Senegal Aliou Cissé mi chiamò e disse "Kalidou, ho bisogno di te". Chiesi tempo per pensare, sapevo fosse una scelta importate e lui fu paziente. Ci ho messo diversi mesi, ma alla fine ho aperto le porte al Senegal con orgoglio e lo ringrazio.  La gara del 2002 tra Senegal e Francia? Avevo solo undici anni, ma lo ricorderò per sempre. Mi sentivo metà francese e metà senegalese e avevo il cuore a metà. Ero a scuola, il gol della vittoria impressionò tutto il Senegal. Ora abbiamo una buona squadra e siamo pronti per iniziare il cammino che porta alla Coppa del Mondo in Russia, e lo viviamo con speranza ed entusiasmo. A gennaio c'è la Coppa d'Africa, una competizione che il Senegal non ha mai vinto. Comunità senegalese a Napoli? Buon rapporto anzi provo ad aiutarli in ciò che fanno. Qualche volta gli dò anche i biglietti per le partite".


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