Logo AreaNapoli.it

Kakà: "Ancelotti il migliore. Maldini capitano vero. Al Real andò male. Ero vergine al matrimonio"


,
Pubblicato nella sezione Interviste
Kakà: Ancelotti il migliore. Maldini capitano vero. Al Real andò male. Ero vergine al matrimonio

Lunga ed interessante intervista dell'ex campione brasiliano del Milan che ha svelato tanti retroscena del suo passato.


Kakà racconta tutto sé stesso. I suoi sentimenti, le sue passioni, le sue vittorie e la sua vita privata. Un pizzico di nostalgia da regalare ai tifosi del Milan che non l’hanno mai dimenticato, qualche confessione che nessuno si aspetterebbe mai sulla propria storia personale. È successo nella trasmissione “Grande Circulo” dell’emittente SporTv, in uno studio dove tra gli altri c’era l’ex giocatore di Inter e Napoli, Caio, oggi apprezzatissimo commentatore di calcio. Ecco alcuni passi della sua intervista:


PUBBLICITÀ

L'importanza di Ancelotti: “Quando me ne andai dal San Paolo ero molto giovane. Il mio presidente di allora, Paulo Amaral, mi chiese se sapevo chi giocava nel mio ruolo nel Milan. Gli risposi di sì: Rivaldo e Rui Costa. Poi arrivai a Milano e Carlo Ancelotti mi disse che dovevo rimanere lì al Milan. E tutto capitò a una velocità che non mi aspettavo. Giocai titolare nella prima partita contro l’Ancona e poi quasi tutte le altre, arrivò subito lo scudetto, fui uno dei migliori giocatori della serie A. Non pensavo potesse succedere tutto così in fretta. Ancelotti è l’allenatore che mi ha valorizzato di più. Ha sempre tentato di mettere tutti a loro agio con lo scopo di fare l’interesse della squadra. Una grande dote e la utilizza in tutte le sue esperienze. In questo modo il giocatore dà il massimo anche per il suo allenatore e non solo per sé stesso. Il giocatore che più mi ha influenzato positivamente è stato Maldini. Un capitano vero. Quando sono arrivato aveva già vinto tutto, eppure ogni giorno dava tutto in allenamento. Sapeva quando doveva dare una stoccata a un giocatore, o alla società, o alla stampa o ai tifosi. L’ho visto anche litigare con un allenatore. E poi vi racconto questa. Eravamo all’aeroporto di Milano, appena atterrati da Istanbul dopo aver perso la finale contro il Liverpool. Ci incrociammo con dei tifosi che iniziarono a insultarci, dicendo che non si poteva perdere in quel modo. Maldini si alzò, andò incontro a quei tifosi e chiese chi fosse il loro capo. Andò ad affrontarlo, si sedette con lui e gli spiegò cosa era successo. Poi tutti a casa. Quello vuol dire essere un capitano”. 


PUBBLICITÀ

L'avventura al Real Madrid: “Ero sicuro che sarebbe andato tutto bene. E invece non fu così. Mi mancò la continuità, soprattutto a causa degli infortuni, ma anche per le scelte degli allenatori. Buttai tre anni cercando di convincere Mourinho che meritavo di avere più possibilità. Ma lui sceglieva diversamente e tutto questo era fuori dal mio controllo. Però mi comportavo da professionista serio e oggi posso andare quanto voglio a trovare Florentino Perez. Per me le porte del Real sono sempre aperte. Il rapporto con Mourinho oggi è buono. Non ce l’aveva con me, però io pensavo di dover giocare e lui pensava il contrario. Mourinho nella vita di tutti i giorni è esattamente quello che si vede da fuori. Può esplodere ma è una persona molto intelligente e preparata. Quello che dice nelle conferenze stampa è tutto preparato nei minimi particolari. Uno stratega perfetto. Nel 2013 al Real arrivò Ancelotti e Perez gli chiese di rinnovare molto, di inserire dei giovani. Carlo fu molto chiaro con me e io dissi che avevo bisogno di giocare per tentare di andare al Mondiale”. 

Verginità e matrimonio:  “Ci sono alcune cose che oggi, soprattutto con i social network, in cui ognuno di noi si trasforma in comunicatore e raggiunge molte persone, andrebbero conservate in maniera diversa. Non mi pento assolutamente di essere arrivato vergine al matrimonio, ma questo è un aspetto che oggi terrei un po’ più per me, per mettermi al sicuro da speculazioni e scherzi, di cui non sento la necessità”. 

Il mio futuro:  “La mia prima scelta è fare il direttore sportivo. Mi sto preparando per quello. Attraverso il calcio voglio imparare cose di altri settori. Voglio sapere di economia e finanza, sto facendo dei corsi, continuando a occuparmi di calcio da osservatore. Poi deciderò come tornare nel calcio. Come direttore sportivo o magari anche come allenatore. In realtà allenare non è la prima scelta, ma tra due o tre anni potrei prenderla in considerazione. Oggi guardando mio figlio giocare ho dei brividi e un po’ di batticuore”. 


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00