Juventus, Kalulu: "Haaland? Osimhen il più difficile da marcare. Al Milan per una persona"
"Quando mi sono trasferito a Milano, nella mia testa pensavo "la gente come fa a dire che è difficile"?", ha spiegato il calciatore bianconero.

Pierre Kalulu, difensore della Juventus, è stato intervistato dai canali ufficiali del club a "Small Talk", il nuovo podcast dove ci si addentra nelle storie dei protagonisti bianconeri: "Chi è il migliore a cantare nello spogliatoio? Weah è bravo, ha una bella voce e una grande immaginazione. Anche McKennie è bravo, gli americani hanno il ritmo giusto. Lo fanno sembrare facile, sono bravi entrambi".
L'opportunità del Milan: "Quando mi sono trasferito a Milano, nella mia testa pensavo 'La gente come fa a dire che è difficile'. Forse ero un po' matto ma io pensavo non fosse una sfida difficile, che ce l'avrei fatta e che avrei giocato. Io ne ero certo ed è una cosa legata al mio carattere e mi aiuta tanto. Il mio passaggio dal Lione B al Milan? Ora che lo dici sembra veramente qualcosa di grande. In quel momento però ho pensato alla squadra in cui sarei potuto crescere e ho scelto il Milan. Non voglio dire che sia stato semplice però, la scelta è stata difficile. Non potevo poi tornare a casa e non potevo sbagliare. Sono uscito fuori dalla mia comfort zone e mi ha fatto bene".
Nella scelta del trasferimento al Milan c'è stata influenza: "Se Tony Parker (stella NBA, ndr) ha avuto un ruolo nella mia decisione di andare al Milan? Sì, in Francia è una leggenda ed è una vera star. Come l'ho conosciuto? Stavo giocando ai videogames, sono uscito un attimo fuori a vedere la luce del sole e poi ho visto una chiamata sul telefono proveniente dagli Stati Uniti. Pensavo fosse un numero sbagliato o di qualche proposta commerciale. Poi ho ricevuto un messaggio da parte di una persona che mi ha detto che avrei ricevuto una chiamata da Tony Parker. Abbiamo parlato a lungo della sua carriera, che le scelte sono difficili ma da prendere e che serve coraggio. Abbiamo parlato degli aspetti positivi, di quanto il club mi volesse. Dopo la chiacchierata sentivo una strana certezza, solo che mi ha confuso un po'. Il cuore non si fermava e nemmeno il cervello, dormivo solo tre-quattro ore a notte. Avevo troppa pressione e non avevo ancora imparato come gestirla. Però è stato bello, ogni tanto vado a guardare il numero di Tony Parker (nella rubrica, ndr). E' stata la scelta giusta, se non l'avessi presa non sarei qui".
Kalulu ha parlato di attaccanti: "Il più difficile da marcare in Serie A? Penso sia stato Osimhen. Come è stato marcare Haaland in Champions? In quella partita non ha giocato bene così come tutto il City, penso non avessero tanta voglia. Come ci siamo sentiti dopo? E' stato un successo fantastico che ha dato fiducia, la squadra era forte e unita".
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