Jorginho: "Mandorlini mi spediva sempre in tribuna. Ero disperato"

L'ex calciatore del Napoli ha parlato del suo difficile rapporto con Mandolrini: "Non mi voleva, ero in tribuna ad ogni partita".
Jorginho, centrocampista della Nazionale Italiana, in un'intervista al Telegraph ha raccontato i difficili inizi della sua carriera. "Non giocavo molto all’Hellas nel 2010 e ho finito per andare in prestito alla Sambonifacese, in Lega Pro. Mi sono divertito molto lì, ma poi, quando sono tornato a Verona, erano stati promossi in serie B e Mandorlini, l’allenatore, non mi voleva. È stato il direttore sportivo Gibellini a insistere perché mi desse una possibilità: se non li avessi convinti dopo sei mesi sarei andato vi. Mandorlini mi ha fatto giocare in tutti i ruoli in precampionato: terzino destro, centrale, ovunque. Speravo di fare qualche minuto, ma poi è iniziata la stagione e non andavo in panchina".
"Sono stato lasciato in tribuna ogni partita. Pensavo tra me e me: “Questo allenatore sta scherzando con me”. E così, dal nulla, mi ha fatto partire in una posizione nella quale non mi ero mai allenato, da numero 10, contro il Torino. Abbiamo perso in casa 3-1 e ho ricevuto ogni tipo di critica. La gente diceva “è troppo magro” e “non è pronto”. Non ho più giocato per un mese, allora ho chiamato il mio agente Joao Santos e gli ho detto: ‘Parto a gennaio!’. Avevo ricevuto anche una telefonata dall’allenatore con cui lavoravo alla Sambonifacese, Claudio Valigi. Aveva firmato per il Mantova in Lega Pro. E mi voleva con lui. Gli ho risposto che ci avrei pensato, ma appena ho riattaccato ho chiamato Joao: ‘Senti, vado a Mantova’, mi disse di calmarmi. E poi, due o tre settimane dopo, in una partita contro il Bari, un nostro giocatore si fa male nel primo tempo. Mandorlini mi guarda in panchina, sembrava disperato: ‘Mio Dio, che faccio?’. Alla fine mette dentro e vinciamo 1-0 in trasferta. La settimana dopo ho iniziato titolare contro l’Empoli, ho segnato un gol e fatto un assist. Migliore in campo. Tutto è cambiato dopo. Per me è stata la svolta", ha raccontato l'italo-brasiliano.







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