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Jorginho: "Da Benitez a Sarri, ringrazio tutti. Italia come il Chelsea. Messaggio a Eriksen"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Jorginho: Da Benitez a Sarri, ringrazio tutti. Italia come il Chelsea. Messaggio a Eriksen

Conferenza stampa in casa Italia per Jorginho, fresco vincitore della Champions con il Chelsea. L'ex Napoli è stato autore di una grande prova contro la Turchia.


Jorginho, centrocampista del Chelsea e della nazionale italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa: "Siamo un grande gruppo. Tutti hanno imparato la filosofia, quel che vuole il mister è nelle nostre teste. Tutti hanno le caratteristiche per giocare in questa filosofia di calcio, più importante di chi gioca è la filosofia: vogliamo la palla, trovare gli spazi, andare avanti. Chi è in campo cerca di continuare con quella filosofia di gioco. Champions? E’ stato veramente molto bello. E’ difficile trovare parole per descriverlo, è vero. Devi vivere quelle emozioni per capirle. Porto ancora più fame di vincere qui, è stato bello e vorrei sentire quelle emozioni con la Nazionale. Questo gruppo somiglia al Chelsea: è meraviglioso, hanno tanta fame, hanno tanta voglia di dimostrare, dai più esperti ai più giovani. Tutti hanno voglia di fare qualcosa di importante. La somiglianza è il gruppo e la voglia di vincere”.


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Poi ha aggiunto: “Non mi sento leader. Siamo tutti leader. Sono un ragazzo e un giocatore che cerca di aiutare tutti. Ci sono tanti grandi giocatori qui, con grande personalità in questa squadra. Serve l’aiuto di tutti. Dal mio aiuto a quello di Chiellini, di Bonucci, di Insigne, di Verratti, di Immobile, di Donnarumma. Tutti possiamo aggiungere e aiutare. Chi è sul campo rappresenta sempre questa nazione, abbiamo tanti ragazzi di qualità, possiamo sempre fare bene”.


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Su Eriksen e sul gesto di Kjaer: “Siamo al centro dello spettacolo ma il calcio va oltre. La passione dei tifosi, il lavoro dietro le quinte di chi ci aiuta tanto, di quello non si parla molto. Il calcio è bello anche per questo, non solo per quello che avviene in campo. Quel che è successo ieri è veramente forte. L’ho sentita molto. In quel momento pensavo ai compagni, ai tifosi, a sua moglie che stava lì. A nome di tutti noi, faccio un grande in bocca al lupo a Eriksen, alla sua famiglia. Gli dico di essere forte”.

Quindi ha continuato: “Vincere è bello, dobbiamo essere felici delle vittorie. Festeggiamo quando si vince, è giusto, sempre, farlo. E’ una competizione difficile, non ho visto niente di eccessivo sulle celebrazioni della prima vittoria. Questa squadra non perderà mai l’umiltà e la fame di vincere. Gioire è giusto, vincere è sempre bello. Lavoriamo tanto per quello, quando si vince è giusto festeggiare. Hai raggiunto i tuoi obiettivi ma la prossima è sempre più difficile e poi ancora e ancora e ancora”.

Sul percorso di Jorginho: “Il merito è di tutti quelli che ho incontrato, di tante persone che ho incontrato. Di tutti gli allenatori, dalla Berretti, quando sono arrivato in Italia, poi in C2, poi Mandorlini, poi al Napoli con Benitez, poi Maurizio Sarri. Poi al Chelsea con lui. E’ merito di tutti che ho incontrato: ho sempre cercato di imparare da tutti”.

Infine una battuta su Barella: "Come Kantè? Si somigliano come caratteristiche. Hanno potenza fisica, corrono per tutti, per 120′, coprono tanto il campo. Devo dire che mi danno una grossa mano a centrocampo ne recuperare palloni. Credo che Nico somigli molto a Kanté”.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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