Jankto e l'omosessualità dei calciatori: "Se vogliono parlare, bene, parlino"

Jakub Jankto ha parlato del coming out soffermandosi sul tema inerente al mondo del calcio: "Io l'ho fatto per mandare un messaggio a tutti".
Jakub Jankto, calciatore del Cagliari, è tornato sul momento in cui ha fatto coming out dichiarando la sua omosessualità, attraverso un'intervista rilasciata a ESPN: "La gente vuole che io sia il capitano di una certa comunità. Io dico sempre: guardate, io rispetto tutti, tutta la comunità, tutte le persone. Ma io voglio solo concentrarmi su me stesso, sulla mia squadra, sul Cagliari, forse anche sulla Nazionale. Non posso decidere per gli altri. Se vogliono parlare, bene, parlino. Volevo solo dare un messaggio a tutti. Penso che sia andata molto, molto bene. È finita lì. Volevo solo dare un messaggio e, sì, ora andiamo avanti".
Di cosa parliamo in spogliatoio? "Di calcio. C'è differenza tra lo spogliatoio e il campo di allenamento. Dipende anche dalle persone: con i ragazzi di 18, 19, 20 anni forse non si può parlare di politica. Quando si è giovani, c'è un po' di paura, troppo rispetto. Ora sono più rilassato, ho più esperienza. Ho una responsabilità maggiore. Ma non mi sento un capitano. Leonardo Pavoletti, Viola, Gianluca Lapadula: questi sono i leader. Un'ora prima della partita siamo qui a pensare a quello che può succedere".






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