Jacobelli plaude a Conte: "Ha messo il dito nella piaga, ha fatto bene"
Il giornalista Xavier Jacobelli, in un suo messaggio sui social, ha difeso Antonio Conte dopo lo sfogo del mister al termine di Inter-Napoli.

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della gara degli azzurri contro l'Inter scagliandosi contro il Var, colpevole di non avere corretto la decisione dell'arbitro di assegnare un rigore alquanto dubbio ai nerazzurri.
Xavier Jacobelli, giornalista, ha scritto il seguente messaggio sui social: "L'allenatore del Napoli ha messo il dito nella piaga. La verità è che il protocollo della videoassistenza è bizantino e alimenta la difformità di giudizio, mentre una parte della classe arbitrale si oppone all'aiuto della tecnologia che invece deve intervenire sempre e comunque Antonio Conte ha parlato chiaro dopo Inter-Napoli e ha fatto bene, perché non se ne può più degli sfondoni arbitrali e siamo appena arrivati alla dodicesima giornata della Serie A. Ha sbottato l'allenatore dei partenopei: "Che cosa vuole dire: il Var non può intervenire? Se c'è un errore, il Var non può non intervenire, punto e basta. Questa è una cosa che mi fa veramente incazzare. A livello di logica il Var deve essere usato per correggere errori. Ci stiamo di nuovo trovando in una situazione in cui si creano retropensieri tra tutti. Fatemi capire, il Var deve intervenire se c'è un errore. Deve correggere l'arbitro, punto e basta. Il VAR deve richiamare l'arbitro, perché dovrei essere io a farlo. Non significa niente il Var a chiamata". Parole sante".
"Ovviamente, offrono lo spunto per una considerazione di carattere generale, riguardante non soltanto l'episodio specifico del rigore accordato ai Campioni d'Italia che ha mandato Conte su tutte le furie. La verità è sotto gli occhi di tutti: se il Var funziona male e, in alcuni casi, non viene fatto funzionare, non è colpa del Var, ma dell'applicazione di un protocollo bizantino, fumoso, mai netto e preciso. Al contrario, è una fonte sempre viva che alimenta la difformità di giudizio, il nemico più infido della regolarità del campionato. L'altra ragione di questo caos interpretativo risiede nella recalcitranza (eufemismo), di una parte della classe arbitrale ad accettare l'aiuto della tecnologia che, lo dimostrano le statistiche, da quando è scesa in campo ha corretto oltre il 90 per cento delle cantonate. E qui sta il punto nodale: c'è il Var? Lo si utilizzi sempre e comunque, gli venga riconosciuta totale possibilità d'intervento. Basta con i distinguo, basta con una casistica che semina confusione e sconcerto, a seconda che l'arbitro in campo possa o non possa decidere. Sino a quando questo principio non verrà sancito, la situazione sarà destinata a ripetersi. Con le conseguenze che non è difficile immaginare", ha sottolineato Jacobelli.
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