Jacobelli: "La scelta dei tifosi del Napoli e il caso Insigne-Nazionale. I 170 milioni del Milan..."

"Ieri l'Italia ha mostrato pochissimo gioco, ma la cosa più importante era vincere. Ancora un passo all'indietro rispetto alle uscite azzurre prima della debacle contro la Spagna"
La delusione della Nazionale, le critiche a Ventura, l'elezione di Agnelli come presidente dell'ECA e il boom degli abbonamenti in Serie A. Su questi argomenti e su tanti altri si è espresso Xavier Jacobelli, direttore del corrieredellosport.it, su 'TMWRadio' nel consueto appuntamento con 'In Punta Di Penna': "Ieri l'Italia ha mostrato pochissimo gioco, ma la cosa più importante era vincere. Ancora un passo all'indietro rispetto alle uscite azzurre prima della debacle contro la Spagna. Sotto il punto di vista del gioco ieri è stata una grandissima delusione, Ventura dice che è un problema fisico ma dovrebbe rivedere la sua idea sul modulo".
I problemi della Nazionale sono più a livello fisico o tattico? "Dal punto di vista psicologico ci può stare la pressione. Anche per le parole di Tavecchio prima della gara, riguardo l'apocalisse in caso di mancata qualificazione al Mondiale. Per me è un problema tattico, non fisico. Se non hai i giocatori per fare il 4-2-4, Ventura deve cambiare modo di giocare: i dati oggettivi lo testimoniano. Non capisco perchè non lo faccia e per fortuna ci sarebbe anche il tempo per farlo. Sembra che sia un conflitto tra lui e il mondo, ma non è così. Serve una selezione capace di cambiare assetto, anche a partita in corso, cosa che fanno tutte le altre nazionali più importanti".
Impossibile non parlare del rischio play-off... "Se non dovessimo qualificarci al Mondiale, Tavecchio e Ventura dovrebbero rinunciare ai rispettivi incarici, come fecero Abete e Prandelli dopo il fallimento del Brasile. Ma non voglio credere a questo scenario".
La situazione di Insigne? "Nel Napoli gioca splendidamente, c'è un sistema che funziona alla perfezione. Bisogna cercare di metterlo nelle condizioni migliori per rendere al meglio, non adattare le sue qualità a un modulo".
Agnelli presidente dell'ECA? "E'un'associazione grandissima, che raccoglie oltre 200 club europei. La sua elezione è un privilegio per il calcio italiano. Per noi, avere il presidente della Juventus che occupa quel ruolo è sintomo di grande prestigio".
Oggi c'è l'Assemblea per l'elezione del presidente della Lega di A... "La nostra organizzazione di A, come quella di B, non ha il presidente. I tanti rapporti di potere non hanno permesso l'elezione di un candidato forte come Abodi. Oggi vedremo cosa succederà. La Lega non solo deve trovare un presidente, ma un modo per governare e gestire al meglio il calcio italiano. C'è bisogno di un governo forte. Lotito e Agnelli hanno ricucito il loro strappo e questo è positivo, erano su binari diversi. E' evidente il cambiamento di scenario: speriamo che il movimento calcistico ne tragga beneficio".
Il Milan, dopo il PSG, è la squadra che ha speso di più. "Bisogna fare una precisazione: il Milan non ha speso subito tutti i 170 milioni di euro. Esattamente ne ha sborsati 52 quest'estate. Bisogna ricordare che la nuova società si è insediata a inizio aprile e in cinque mesi ha rivoluzionato il Milan, che negli ultimi cinque anni ha vinto solo una Supercoppa italiana. Nella peggiore delle ipotesi, se non venisse rimborsato il prestito di Elliot entro ottobre 2018, la società si troverebbe un capitale rappresentato da tanti giocatori con la valutazione aumentata. Bisogna lasciare lavorare la squadra con Montella e attendere il giudizio del campo".
Il boom di abbonamenti in Serie A. "Non sono stupito, me lo aspettavo. Sapevo di questo grande entusiasmo. La Spal? La società è solida e credo che l'ottimo inizio di campionato dimostri che quando si fanno le cose per bene si possono ottenere ottimi risultati. Semplici farà bene anche in A, è il valore aggiunto della squadra. Bisogna aggiungere anche le tante tessere sottoscritte dai tifosi dell'Atalanta, che ha registrato oltre 7 mila abbonamenti per le gare di Europa League, che la Dea giocherà al 'Mapei Stadium'".
Gli abbonamenti del Napoli, invece, sono pochissimi... "Sì, ma il San Paolo nelle prime uscite era strapieno. La direzione dei tifosi del Napoli sembra andare verso l'idea di comprare il biglietto e bisogna tenere conto anche della crisi economica. C'è chi si può permettere un abbonamento e chi no, ma questo non significa che ci sarà un calo di passione".







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