Izzo: "Facevo il ragazzo del salumiere a Scampia, portavo 20 euro al giorno a casa"

Armando Izzo ha raccontato la sua infanzia difficile attraverso un racconto molto commovente sulle pagine di Cronache di Spogliatoio.
Armando Izzo, difensore del Torino, nel suo lungo racconto a Cronache di Spogliatoio, racconta la sua infanzia difficile nel quartiere napoletano Scampia facendo un lungo excursus molto personale: "Le scale della palazzina D erano intervallate da enormi pozzanghere dovute alle infiltrazioni di umidità. Le salivo a due a due con in mano le casse dell’acqua. Erano le consegne che odiavo di più. Quando mio zio, proprietario di una salumeria nel quartiere, mi mandava lì, al decimo piano, era un calvario".
Inoltre, Izzo, aggiunge: "Mi fermavo sempre qualche minuto al quarto per riposarmi e iniziavo a giocare con il Nokia, guardando i risultati delle partite. Per me la parola alternativa non era contemplata. Quando nasci a Scampia non sai cosa c’è fuori, non vedi altre prospettive. Per me l’unica parola era sopravvivenza. Avevo 10 anni e in me era presente la consapevolezza di un bambino che doveva portare 20 euro in più a casa, oltre ai 20 che guadagnava mia mamma ogni giorno. Non avevo tempo per sbagliare strada".








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