Izzo: "Abbracciai Dybala e gli dissi testuali parole. Rincon mi chiede di Scampia"

Armando Izzo ha raccontato le sue umili origini attraverso un racconto a Cronache di Spogliatoio: "I miei compagni mi chiedono di Scampia".
Armando Izzo, calciatore napoletano del Torino, ha raccontato le sue origini attraverso il sito Cronache di Spogliatoio. Sul suo quartiere natio, Izzo, ha rivelato: "I miei compagni mi chiedono come sia Scampia. Gli mostro le foto, mi dicono che vorrebbero vedere con i loro occhi. Tomás Rincón, ad esempio, è uno dei più interessati. La mia storia è simile a quella di Paulo Dybala, anche lui viene dal nulla e ha perso il padre da piccolo. Dopo un derby gli sono andato incontro e gli ho detto: ‘Io e te abbiamo una storia simile. Ci fa onore per quello che siamo diventati’. E l’ho abbracciato. ‘Noi due siamo simili’.
Inoltre, Izzo, aggiunge: "Non posso permettermi di mollare. Quella tazza di latte caldo con i biscotti, dopo aver giocato in corridoio spaccando le lampadine con il pallone, per me e per i miei fratelli era la felicità. Ancora oggi la ricordiamo con il sorriso. Ma quello che voglio dirvi è che non mangiare per due giorni non va bene. Io ho lasciato Scampia impaurito e, quando ci sono tornato, l’ho fatto da persona migliore. Da esempio, da speranza. Quello che voglio essere per voi. Quando vengo lì, io mi sento forte grazie a voi. Mi sento a casa. Abbiamo qualcosa in più, noi. Non mangiare per due giorni non va bene, non deve succedere. Abbiamo fame, ce la possiamo fare. Noi siamo indistruttibili".








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