Insigne: "Ronaldo? Preferisco Messi. Ancelotti trasmette serenità. Mondiali? Che rabbia! Sarri e Chiellini..."

Lunga ed interessanti intervista di Lorenzo Insigne rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi affrontati dal "Magnifico".
Lorenzo Insigne è stato protagonista di una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport di cui vi proponiamo alcuni stralci: "Cristiano Ronaldo? Benvenuto a lui, ma sono curioso di vedere come si adatterà al nostro campionato. Non potrà vincere le partite da solo. Personalmente, anche per come intendo io il calcio, preferisco Messi. Ma le doti del portoghese non sono in discussione: se ha vinto cinque Palloni d’oro qualcosa significa".
In Europa c’è da migliorare decisamente il rendimento. «Vero. E sono convinto che con Ancelotti ci riusciremo. I suoi numeri in Champions sono favolosi, l’approccio con il mondo Napoli è stato eccellente. Trasmette grande serenità a tutto l’ambiente». Cosa l’ha stupita di più nel nuovo allenatore? «La semplicità dei gesti. Fa la doccia con noi, approfitta di ogni momento nello spogliatoio o a tavola per dialogare, far gruppo. Per esempio ha “costretto” i nuovi a salire su una sedia e cantare. E lui accanto, a condividere ogni cosa. Pure il presidente è più sereno da quando c’è lui».
Sarri archiviato in fretta. «Quello che abbiamo realizzato grazie a lui negli ultimi tre anni rimane indelebile. Dobbiamo solo ringraziarlo per ciò che ci ha insegnato del calcio. Tempi e movimenti che ha saputo darci in campo restano eccellenza. Ora Ancelotti ha saputo apprezzare tutto questo e lo coniuga alla luce della sua grande esperienza. Per certi versi, con i dovuti distinguo, stiamo rivivendo sensazioni simili nel passaggio da Mazzarri a Benitez. Anche stavolta passiamo da toscani più duri nel lavoro a tecnici di maggiore esperienza internazionale. E io ho imparato tanto da tutti e spero ora ancor di più».
Restate l’anti-Juve? «Sì, perché abbiamo cambiato pochissimo e - come dice il presidente - Ancelotti è il nostro miglior acquisto. Non dimenticate che questo gruppo è fortissimo e ha già fatto bene».
Le dà fastidio sentir parlare sempre di top-player da acquistare? «Non è fastidio. La società e il tecnico sapranno dove e come rinforzare questa squadra. Mi spiace solo che così parlando si dimentica le ottime cose fatte negli ultimi anni».
Dura restare spettatore del Mondiale davanti alla tv. «Durissima. Anche perché vedere uscire una a una tutte le favorite fa ancora più rabbia. La carriera di un giocatore è breve. In Brasile nel 2014 ero giovane e non è andata benissimo, ora questa occasione sfumata: fra quattro anni spero di riprendermi con gli interessi dalle amarezze».
Con Mancini è cambiato spartito: è stato persino capitano. «Ha creato subito un buon rapporto. Ora stiamo cercando di costruire una squadra ancora più forte. Ho fiducia».
In Nazionale ha rivisto Chiellini, col quale vi siete scambiati frasi feroci sulla corsa scudetto. «E lì abbiamo chiarito. Lui c’era rimasto male per frasi mie che non erano assolutamente irrispettose. E a me non erano piaciute completamente le sue. Poi a quattr’occhi diventa più diretto e noi sappiamo cosa ci siamo detti».
Ha sempre ribadito il suo legame a città e società, poi però ha scelto un agente come Mino Raiola, famoso per la capacità di spostare rapidamente i propri assistiti. E a Napoli faticano a capire. «Tranquilli. Raiola sposta solo i giocatori che gli chiedono di andar via. Non agisce di testa propria».
Lorenzo padre e il rapporto con i nuovi scugnizzi. «Quando ne ho la possibilità vado a parlare ai giovani della Sanità e di altri quartieri a rischio. Io sono uno di loro che ce l’ha fatta. Ricordo i sacrifici fatti da mio padre in una famiglia numerosa, povera e onesta. Si può sempre emergere se si insegue un sogno».







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