Insigne: "Litigavo sempre col mio allenatore. Mazzarri o Benitez? C'è una differenza"

Il calciatore del Napoli, Lorenzo Insigne, ha rilasciato alcune dichiarazioni al settimanale Sport Week parlando, tra le altre cose, della sua esperienza.
Il calciatore del Napoli, Lorenzo Insigne, ha rilasciato alcune dichiarazioni al settimanale Sport Week. "Non mi offende se in giro per l'Italia mi chiamano scugnizzo. Sono di Napoli, fiero di esserlo, e non posso offendermi se vengo definito così. E poi sono cresciuto in mezzo a loro mangiando pizzette al pomodoro, quindi...". Il talento di Frattamaggiore è il simbolo del Napoli di Benitez. Dalla fascia di capitano al gol in Champions. Ecco le sue parole: "Litigavo ogni volta col mio allenatore delle Giovanili perchè perchè pretendevo scegliesse sempre me tra i ragazzi che la domenica avrebbero fatto i raccattapalle al San Paolo. Mi ricordo quello che ci 'comandava' a bordo campo: 'Mi raccomando uagliò, se il Napoli vince nascondete il pallone!'. Giocare a Napoli per un napoletano è difficile. Se la squadra perde, i tifosi se la prendono con me perchè sono napoletano. Ma non mi arrabbio: in questo modo cresco come uomo e calciatore. Tanto, qui la gente ti critica pure se vai a giocare da un'altra parte. Siamo gente molto orgogliosa e vogliamo che chi ci rappresenta faccia sempre bella figura. Quando mi fischiano ci resto male come tutti. Ma so che i fischi contro di me sono d'amore. Sono figlio di questa città, e questa città da me pretende tanto. Abito ancora a Frattamaggiore dove sono cresciuto. Mi conoscono tutti e non ho problemi. A Napoli ci vado per fare shopping: i tifosi mi chiedono la foto o l'autografo. Non posso lamentarmi, anch'io farei al loro posto la stessa cosa. Ho capito di essere diventato famoso quando il Napoli mi ha portato in ritiro cinque anni fa e quando Mazzarri mi disse: 'Se vuoi restare qua devi lottare per conquistarti il posto'. L'ho fatto, mi pare: nessuno mi ha regalato niente, sono partito dalla C e adesso vedete dove sono arrivato. Futuro? Dico solo che confermo la mia volontà di restare a Napoli. Il mio sogno è restarci il più a lungo possibile, se però nessuno mi fa passare la voglia. Nel senso che se mi accorgessi che gioco poco preferirei trovare spazio altrove. Io non mi accontento di guadagnare milioni. Io mi diverto a stare in campo. Perchè non ho scelto il 7 di Cavani? Ho scelto la 24 perchè quel numero è il giorno nel quale è nata mia moglie. Benitez e Mazzarri sono molto diversi. Mazzarri è più 'pesante', nel senso buono: voleva allenamenti senza risate, anzi, senza che volasse una parola. Certe volte caricava un po' troppo le partite. Benitez è più rilassato, scherza, spiega le cose in modo tranquillo. Ci sono giocatori che rendono di più con un allenatore severo, altri come me capiscono le cose senza bisogno di essere martellati. Benitez mi chiede spesso di difendere prima ancora di attaccare. Di non lasciare buchi a centrocampo. Chi è più forte di me nel mio ruolo? Sinceramente...nessuno. Voglio restare a Napoli, almeno fino a diventarne il capitano".







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
