Improta: "Gargano fondamentale, attenzione a De Rossi e Vucinic"

Nel corso di Amore… Azzurro, programma sportivo in onda ogni sabato dalle 11.00 alle 12.30 su Radio Amore, è intervenuto l'ex centrocampista azzurro, Gianni Improta.
Nel corso di Amore… Azzurro, programma sportivo in onda ogni sabato dalle 11.00 alle 12.30 su Radio Amore, è intervenuto l'ex centrocampista azzurro, Gianni Improta. Ecco alcuni passaggi dell'intervista: "Il rientro di Gargano? 'uruguaiano da quando è arrivato a Napoli ha dimostrato di essere fondamentale. Il centrocampo azzurro non può fare a meno della sua presenza, perchè fornisce consistenza e vivacità al reparto mediano dei partenopei. La chiave di lettura del match di domani? La Roma è reduce da una sconfitta che pesa non poco sul morale, ma Ranieri sa come ricaricare la sua squadra. Credo che molto dipenderà dall'approccio alla gara degli azzurri. La Roma è una grande squadra e bisogna aggredirla, perchè se i giallorossi sono lasciati liberi di esprimere il proprio gioco per il Napoli possono essere dolori. In chiave tattica, credo che le due squadre tenteranno di annullarsi a vicenda sulle corsie esterne e di conseguenza la partita si potrebbe decidere per linee interne grazie agli inserimenti dei centrocampisti. Quale giocatore temo della Roma e quale giallorosso vedrei bene in maglia azzurra? Temo, soprattutto, Vucinic e De Rossi e porterei entrambi subito a Napoli. Sono due giocatori che hanno caratteristiche che mancano nell'organico dei partenopei. Con loro due il Napoli sarebbe sicuramente da Champions. Il montenegrino, quando è in forma, fa reparto da solo. De Rossi, invece, ha mostrato sia in Nazionale che nella Roma tutto il suo valore. Ranieri? Conosco bene Claudio, perchè ho giocato quattro anni con lui a Catanzaro e gli ho, perfino, lasciato la fascia di capitano. Non mi aspettavo che diventasse un così bravo allenatore. Da giocatore era un “testoneâ€� che si allenava poco e discuteva, spesso, con gli allenatori. E' uno dei migliori allenatori dell'ultimo decennio. Claudio è un tipo tenace, molto corretto nei rapporti umani. E' un allenatore molto concreto, parla poco ma quando parla lancia delle stoccate non indifferenti. Rimasi male per il suo esonero dalla Juve, ma lui ha reagito alla grande dimostrando di essere un grandissimo allenatore. Mourinho e Ranieri? Tre anni fa, incontrai Ranieri a Catanzaro e mi parlò del tecnico portoghese. Claudio mi disse che stimava Mourinho, perchè da giovane allenatore seguiva i suoi allenamenti e quelli di altri allenatori importanti. Il portoghese è stato bravo a rubare i segreti di molti grandi tecnici. Oltretutto, essendo un grande comunicatore, è molto bravo ad attirare tutte le attenzioni sulla sua persona, lasciando tranquilla la sua squadra. La sterilità offensiva degli azzurri? Questa è una fase altalenante per la manovra offensiva degli azzurri, anche perchè nelle ultime gare il Napoli è stato anche sfortunato, dato che ha colpito molti pali. In altre occasioni, invece, c'è stata poca incisività e limitati movimenti offensivi. Io rischierei di più, magari, schierando tre attaccanti, perchè per andare in Champions bisogna vincere. Si potrebbe optare per un 4-2-1-3 con Hamsik a ridosso delle tre punte. Il Napoli segna poco sulle palle inattive? E' vero, gli azzurri sfruttano poco i calci piazzati, ma non credo sia una questione di schemi. Piuttosto, credo sia dovuto al fatto che nel Napoli manca un giocatore dai piedi buoni che sui calci piazzati sia in grado di servire bene i compagni".







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