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"Il Sassuolo prese il fratello di Raspadori, Jack poteva andare in un altro club". Il retroscena


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Pubblicato nella sezione Interviste
Il Sassuolo prese il fratello di Raspadori, Jack poteva andare in un altro club. Il retroscena
© foto di Image Photo Agency

L'ex dirigente di Giacomo Raspadori, Guido Puccetti, ha svelato un retroscena inedito sulla carriera dell'attaccante acquistato l'anno scorso dal Napoli.


La redazione di Sportitalia ha contattato Guido Puccetti, direttore sportivo del Progresso Calcio, società calcistica del bolognese dove Raspadori ha militato prima del grande salto al Sassuolo. Lo scopritore del talento azzurro rivela un retroscena inedito: "Lo voleva anche il Bologna. Ma il Sassuolo prese il fratello Enrico, quindi Giacomo decise di seguirlo. È stato bravissimo perché nessuno gli ha regalato nulla, si è conquistato tutto da solo. Inutile dire poi che anche il Sassuolo ha fatto un grande lavoro. E' determinante per il Napoli? E' sempre il più positivo, prestazioni che non vanno mai sotto il 6/6,5. Non fa grandissime cose, ma si adatta alla singola situazione".

Si aspettava di vederlo mezzala? "Assolutamente no (sorride, ndr). Ma è proprio per questo che tutti gli allenatori gli vogliono bene: è un tappabuchi importante. Poi per me dovrebbe giocare dietro Osimhen in quel 4-2-3-1, come faceva al Sassuolo con Scamacca. Inoltre quest'anno gioca di più, la scorsa stagione entrava spesso ma quasi sempre negli ultimi venti-trenta minuti. Adesso che è buttato da subito nella mischia, si fa fatica a fare a meno di Giacomo". 


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Sta anche togliendo il posto a Simeone.

"Simeone è un finalizzatore, molto bravo in area di rigore ma partecipa poco alla manovra. Raspadori invece parte da centrocampo e aiuta sempre la squadra anche a costruire. Ieri ho visto la partita contro il Milan e nel finale ha fatto due ottime aperture. Sta crescendo mentalmente e ora è una certezza. Giocando con continuità si migliora".

Raspadori sta emergendo in un Napoli in grande difficoltà nel gioco e nei risultati.

"Senza Osimhen, il Napoli perde il 50% del potenziale. Senza dimenticare Kim: con lui riuscivano a giocare più alti e spregiudicati, Kim era in grado di fare dei recuperi molto importanti. Natan è bravo ma non al suo livello. Inoltre Garcia gioca più coperto rispetto a Spalletti. Chiaro che quanto fatto dal Napoli l'anno scorso è molto difficile da ripetere. Almeno io la vedo così". 


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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